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Duro editoriale:"L'Italia non è un paese per giovani"

Famiglia Cristiana:"Il biotestamento è una merce di scambio"

Ennesima bordata rifilata all'esecutivo

Famiglia Cristiana:'Il biotestamento è una merce di scambio'
11/01/2011, 19:01

CITTA DEL VATICANO - Non risparmia nessuno il caustico editoriale pubblicato su Famiglia Cristiana nella giornata odierna. Sul settimanale, con il pezzo intitolato "Sui giovani solo annunci e tante vuote promesse", si analizza infatti in maniera impietosa lo stato in cui versano politica e società italiana e si stigmatizzano con filosofia decisamente bipartisan alcune delle battaglie propagandistiche su quoziente familiare, testamento biologico e fine vita. Tutti argomenti, assicura il giornale, utilizzati dalla politica come "scambio merci" per raccattare qualche voto d'opinione e tentare di sopravvivere alla men peggio. 
"Oggi - assicura difatti l'editorialista -
conta di più affermare i princìpi, magari con la forza, piuttosto che trovare vere soluzioni ai problemi. Qualunque sia il tema. E' la politica degli annunci e dei rimandi". Una denuncia chiara, molto chiara che viene indubbiamente rivolta in maniera indistinta sia a chi tiene le redini del paese che a chi vorrebbe tenerle. La mancanza di azioni sostituite quasi in toto da isteriche, ossessive e vuote rivendicazioni, ha portato la Penisola a vivere una situazione di stallo avvilente che penalizza soprattutto i più giovani.
Riguardo temi delicatissimi come il testamento biologico, continua lapidario il settimanale "importanti provvedimenti come testamento biologico e fine vita, si fanno solo per scompaginare le file avverse. Per mettere in difficoltà, evidenziare contraddizioni e divisioni. Stesso discorso per il 'quoziente familiare'. O meglio, il 'Fattore famiglia. Non più necessità vitale e inderogabile per le famiglie, soprattutto con figli. Ma merce di scambio per riagganciare forze politiche. Per qualche voto in più. Per galleggiare, comunque".
Subito dopo vengono ripresi alcuni dati e si ricorda che "nel paese la disoccupazione è all'8,7 per cento. Ma per i giovani cresce in modo esponenziale. Nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni il 29,2 per cento è disoccupato: quasi uno su tre. Peggio al Sud. I migliori, poi, fuggono all'estero. E ora si spera di farli tornare con facilitazioni di piccolo cabotaggio".

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di Germano Milite
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