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FAO: LULA, BIOCARBURANTI NON AUMENTANO PREZZO DI PASTA E RISO


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FAO: LULA, BIOCARBURANTI NON AUMENTANO PREZZO DI PASTA E RISO
03/06/2008, 12:06

E' iniziata a Roma la riunione della FAO sulla carenza di cibo nel mondo. Si è iniziato con le schermaglie facilmente prevedibili, perchè annunciate. In primis l'ostruzionismo decretato contro Ahmid Ahmanidejad, il presidente iraniano, da parte dei più alti vertici dello Stato Italiano, anche per le dichiarazioni rilasciate ieri contro Israele (come se le parole di chi è inerme potessero ferire chi ha la forza, perchè questo è il rapporto tra Iran e Israele). E così abbiamo avuto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che se ne è andato dalla sala, quando è entrato il presidente iraniano, accompagnato dal leader di AN e Presidente della Camera, Gianfranco Fini; lo sgarbo istituzionale di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, che non ha invitato nè lui nè il dittatore dello ZImbabwe, Mugabe, alla cena di gala che si terrà in chiusura del summit; Fini che ha annullato l'incontro con l'ambasciatore iraniano previsto per il 9 giugno. Oltre a questo, c'è stata anche una manifestazione di ebrei a San Pietro e a via Salvi al Colosseo.

All'interno, hanno cominciato a parlare i leader dei vari Stati invitati a questo incontro. Il primo è stato il Presidente brasiliano Lula da SIlva che ha negato decisamente che l'uso dei biocarburanti sia tra le cause del recente innalzamento a livello mondiale dei prezzi di pasta e riso. Il suo intervento è stato abbastanza lungo sicchè, al termine, Berlusconi, che funge da Presidente anche di questo forum, ha richiamato bruscamente i successivi leader a non parlare più di 5 minuti a testa.

Nel frattempo c'è stato un grave episodio: Ahmad Rafat, vice direttore dell'AKI-ADNKronos, è stato allontanato dalla conferenza, come "persona non grata", pare su pressione della delegazione iraniana. La cosa è grave, in quanto viene lesa la libertà di informazione in un Paese, come l'Italia, che dovrebbe difenderlo a spada tratta, visto che è scritto nella nostra Costituzione.

Al signor Rafat, va la mia personale solidarietà e comprensione.

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di Antonio Rispoli
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