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Dal sito dell'associazione dure parole contro il Premier

Farefuturo contro Berlusconi:"Solo slogan e ricatti"


Farefuturo contro Berlusconi:'Solo slogan e ricatti'
19/08/2010, 17:08

ROMA - Prima della tregua imposta alle proprie compagini, evidentemente, Gianfranco Fini vuole sferrare qualche ultimo colpo al suo ex collega di partito Silvio Berlusconi.
Nonostante, insieme a Italo Bocchino, si fosse parlato di una strategia che proponesse "fiducia al governo fino alla fine della legislatura" e propiziasse la fine degli scontri dialettici, infatti, sulle pagine virtuali di Fare Futuro webmagazine, compare un messaggio chiaro quanto forte ed eloquente:"Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare l'avversario e distruggerlo". Non paghi, i finiani accusano poi Il berlusconismo di fondare la propria linea politica su "propaganda stupida, slogan e signorsì".
Il portale dell'associazione che fa capo al presidente della Camera appare dunque come un vero e proprio sito d'opposizione; con un attacco diretto e preciso che nemmeno L'Unità. A scrivere il piccato editoriale, tra l'altro, è ancora una volta il direttore Filippo Rossi, che incalza:"Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci".
Traspare, dal pezzo di Rossi, anche una non celata autocritica; con la significativa parte nella quale il giornalista si chiede, retorico e provocatorio:"Il pensiero corre agli eventi passati, all'editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c'è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna".
Una critica aspra, dunque, che non risparmia proprio nessuno; nemmeno gli stessi ex di An e che si conclude in maniera forse ancoa più dura; precisando che, l'attuale scontro in atto è "molto, molto di più di una questione politica. È una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la "politica", non impedisce di assumersi la responsabilità di trovare accordi per governare il paese. Si parla d'altro. Si parla di qualcosa di più. Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c'è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta a questo punto - conclude Rossi - è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale".

LA REPLICA DI CAPEZZONE
"Radicale" la posizione di Daniele Capezzone che, da bravo ex avversario del Premier, sfodera spada e scudo e lancia colpi di fioretto contro i nemici-alleati:"L'editoriale di Farefuturo si commenta da sé. Nelle stesse ore in cui alcuni esponenti finiani si dicevano protesi alla ricerca di un accordo, giunge questo intervento". Commenta infatti Capezzone che poi aggiunge:"Ma ormai  gli italiani hanno capito tutto, ed è sufficiente fare un giro in strada per verificarlo: da una parte c'è chi, come il premier, ha agito, agisce e continuerà ad agire in modo responsabile, nell'interesse del Paese. Dall'altra c'è chi 'contribuisce' - si fa per dire - alla discussione tenendo un fiammifero acceso in una mano e una tanica di benzina nell'altra".
E c'è da dire, al termine dell'ennesima bagarre intestina alla maggioranza, che per il bene dell'attuale esecutivo, al contrario di ciò che sostiene smargiasso Capezzone, c'è da sperare vivamente che gli italiani continuino a capire poco o nulla di politica. In caso contrario, infatti, se sul serio la maggioanza degli elettori fossi così lesta ed argusta, alle prossime elezioni non ci sarebbe alcuna speranza nè per Berlusconi, ne per l'antagonista intermittente Fini.

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di Germano Milite
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