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"Preferisco unirmi al dolore e al silenzio della famiglia"

Favara: l'Arcivescovo decide di non celebrerare i funerali


Favara: l'Arcivescovo decide di non celebrerare i funerali
25/01/2010, 19:01

AGRIGENTO - L'Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro ha confermato che, i funerali delle due sorelline morte per il crollo di una palazzina a Favara, non saranno celebrati da lui:"Domani mattina, per i funerali, il mio posto sarà tra la gente di Favara, con loro pregherò per Marianna, la piccola Chiara e per i loro genitori Giuseppe e Giuseppina e per il piccolo Giovanni", ha riferito infatti Montenegro"
"Non è un sottrarmi al mio ruolo di vescovo, di pastore della porzione di popolo che il Signore mi ha affidato, -
 precisa - ma un farmi solidale e vicino alla famiglia Bellavia in questo giorno che è giorno di preghiera e silenzio".
Il prelato fu quasi profetico quando, in occasione dell'alluvione di Giampileri, scrisse un'accorata lettera al capo della protezione civile Guido Bertolaso augurandosi che "non arrivi mai il momento di dovermi rifiutare di celebrare funerali `previsti´ o `preannunciati´, perché quel giorno, se mai dovesse arrivare, il mio posto - da agrigentino - sarà tra la nostra gente a pregare, ma non me la sentirò di parlare, come sarebbe successo se fossi stato a Messina".
E il triste giorno arrivò, accompagnato da continui annunci di tragedia che avevano poco di divino e molto di umano, o meglio, inumano. Lo stato di degrado in cui vivono le famiglie della provincia agrigentina costrette ad abitare in autentiche catapecchie di tufo, lasciava infatti presagire eventi drammatici come quello appena verificatosi. Un palazzo è venutò giù senza la minima scossa di terremoto; franato sulle sue stesse fodamenta senza nemmeno essere stato scosso da qualche movimento tellurico.
E se, in una zona a rischio sismico come quella agrigentina, un altro giorno ancora più infausto si scatenasse un sisma; anche lieve? Che fine farebbero gli edifici di cartapesta e quanti solenni (ed ipocriti) funerali magari di stato bisognerebbe celebrare? Anche in questo caso, purtroppo, a risposte semplici quanto inquietenati, seguirà l'immobilismo delle amministrazioni, la scarsa memoria della gente ed il sacrificio di qualche altro povero innocente. Solo in quel momento lo "Stato" si stropiccerà gli occhi disturbato dal frastuono dello scandalo momentaneo, i politici stiracchieranno la loro dialettica scaricabarile e salvapoltrone e la situazione non cambierà d'una virgola.

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di Germano Milite
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