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Palagiano: "Questa decisione penalizza le donne"

Fecondazione assistita, arriva l'aumento del ticket


Fecondazione assistita, arriva l'aumento del ticket
14/08/2012, 17:39

ROMA – “Aumentare il ticket per la fecondazione assistita è discriminatorio nei confronti di quelle donne che non possono permettersi di pagare il proprio desiderio di maternità. Certo è che non si possano neanche, d'altro canto, erogare un numero infinito rimborsi per un numero infinito di tentativi, specie nelle quarantenni in cui le possibilità di gravidanza sono bassissime. La possibilità di avere figli non può tradursi in privilegio per ricchi, ma un ticket potrebbe essere previsto, ad esempio, dal terzo tentativo in poi”. E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari Antonio Palagiano, in merito alla decisione, di alcune regioni, di aumentare il ticket sulla Fivet, la fecondazione in vitro per la procreazione assistita, fino a 500 o 700 euro per un singolo tentativo. “Sicuramente, però - aggiunge Palagiano - in questo settore emerge una forte disomogeneità nelle modalità di erogazione dei servizi nel nostro Paese, specchio dei limiti posti all'applicazione delle tecniche, ma anche riflesso diretto della differente rimborsabilità che esiste tra regione e regione”. In merito a questo aspetto, la Commissione d'inchiesta, insieme ad un'equipe di esperti, ha elaborato dei questionari, indirizzati all'attenzione dei Presidenti di tutte le regioni italiane, per capire quanti sono i centri che praticano la Pma, quanti cicli portano a termine ogni anno, quali figure fanno parte della dotazione organica della struttura e quali sono i DRG o “Diagnosis-Related Group” previsti. “E’ necessario - conclude il Presidente - far chiarezza su quale sia il sistema di retribuzione degli ospedali per la procreazione medica assistita ma, soprattutto, è necessario garantire che tutti i centri, a prescindere dai rimborsi, garantiscano modalità erogative uniformi per efficacia, efficienza e costi. Assicurare, anche in questo particolare settore, parità di trattamento e un’assistenza sanitaria omogenea su tutto il territorio nazionale significa mettere un freno alle migrazioni interregionali”.

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di Valerio Esca
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