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Tra il giornalista ed il presidente della Camera è guerra

Feltri attacca di nuovo Fini ed il Pdl insorge


Feltri attacca di nuovo Fini ed il Pdl insorge
04/01/2010, 18:01

MILANO - Doveva essere una nuova era inaugurata da un nuovo partito. Si doveva convivere insieme tra rose, amore e fantasia (il pane è roba da plebei; poco adatto per chi fa della finezza il suo life motive). E invece...e invece Vittorio Feltri, dopo aver definito "i soliti sfigati" quelli che in Italia non hanno ancora un lavoro o sono precari, si prodiga di sfornare un bell'articolo al vetriolo per l'oramai conclamato nemico Gianfranco Fini e paragona quest'ultimo, udite udite, addirittura al più oscuro e losco dei figuri e cioè ad Antonio Di Pietro.
Avete letto bene, si: nell'articolo odierno "Il Giornale" titola a grosse lettere "Fini come Di Pietro". Questa volta, però, ad esser solidali con il presidente della Camera non sono solo quelli della sua associazione culturale Farefuturo ma anche diversi alti esponenti del Pdl (quindi Renato Brunetta è automaticamente escluso). Battute di spirito a parte, il primo a dirsi contrariato e addirittura il ministro dei Beni Culturali
Sandro Bondi il quale dichiara sibillino che "certi titoli e articoli come quello di oggi che stabilisce un paragone inaccettabile tra il presidente della Camera Fini e Di Pietro, non giovano ad un corretto confronto politico e soprattutto alla necessaria unità e rafforzamento del Pdl".
Ignazio La Russa, area An ma ultimamente un po' lontano dal suo ex leader di partito si dice semplicemente "molto stupito" e fa sapere di aver inviato una lettera allo stesso direttore del quotidiano di via Negri.
"annoiato" della bagarre perenne tra la terza carica dello Stato ed il direttore del Giornale si dice il segretario nazionale de La Destra
Francesco Storace.
Il commento più "simpatico" è però sicuramente quello che l'ex radicale Benedetto Della Vedova rilascia sul Corriere Della Sera:"Se fossi un leghista doc acquisterei tutte le mattine il Giornale per cominciare bene la giornata - osserva acutamente  -  e farei il tifo per una testata che quotidianamente alimenta ad arte lo scontro interno al mio vero concorrente elettorale, ancorchè alleato, cioè il Pdl".
Della Vedova poi presegue ricordando che "il Giornale accetta senza fare un plissè che il nord produttivo vada alla Lega con le prossime elezioni regionali, fatta salva l'eccezione di Formigoni, mentre spara a palle incatenate sull'innovativa candidatura pidiellina della Polverini, rea di intelligenza con il nemico finiano, penserei che questi del Pdl giocano a sfasciarsi e che in futuro il centrodestra sarà del Bossi e di quel geniaccio del Calderoli".
"
Insomma - conclude il deputato - al mattino leggo il Giornale e mi chiedo se siamo su 'Scherzi a parte".

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di Germano Milite
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