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Sfilza di multe per il presidente dello "Stato di Padova"

Fermato per sorpasso irregolare, mostra patente "veneta"


Fermato per sorpasso irregolare, mostra patente 'veneta'
08/03/2011, 19:03

CAMPODARSEGO - A raccontarla, c'è da schiantarsi dalle risate, ma è un fatto vero, raccontato dal protagonista al quotidiano Il Mattino di Padova.
Il fatto avviene a Campodarsego, in provincia di Padova. Lungo la strada regionale "del Santo", Gabriele De Pieri, 43 anni, autista di autobus per la Aps di Padova, si trova davanti dei veicoli lenti e decide di sorpassarli. Lui si dice convinto di aver fatto una manovra regolare, ma dietro di lui c'è una macchina dei Carabinieri che non la pensa così: accende il lampeggiante e con la paletta lo invita a fermarsi. Quando si avvicinano, De Pieri gli mostra il libretto di circolazione dell'auto e la patente "veneta", qualificandosi come "Presidente dello Stato di Padova della Repubblica Veneta". I carabinieri non l'accettano e De Pieri risponde: "Questo lo dice lei, a casa mia, nel Veneto, è validissima". Ovviamente i Carabinieri l'hanno preso e portato in caserma per accertamenti. Al quotidiano dichiara di aver chiamato il "Presidente dello Stato di Treviso", Daniele Quaglia, e una pattuglia della Guardia di Finanza perchè "avevo paura di fare la fine di Stefano Cucchi".
Poi prosegue: "Mi hanno portato in caserma contro la mia volontà, io non avevo fatto niente di male, non ero ubriaco. Ho dichiarato di essere cittadino veneto, titolare di sovranità originaria e in virtù di questo fatto non riconosco l'amministrazione né l'autorità italiana sul territorio veneto. In caserma mi hanno spento e ritirato il cellulare, palese violazione dei diritti umani, e mi sono stati sequestrati patente e carta d'identità veneta. Ora sono senza documenti, sono mister X. Quando è arrivato Quaglia è stato costretto ad aspettare nella guardiola. Mi sono trovato da solo con tre carabinieri che mi facevano pressioni psicologiche. Devi firmare, senno ti si aprono le porte del carcere, continuavano a ripetermi. Io non ho firmato niente. Poi mi hanno lasciato andare con una sfilza di verbali in lingua italiana che non so leggere, mentre li avevo chiesti esplicitamente in lingua veneta. Ma ora mi rivolgo alla Corte europea dei diritti umani".
Inutile dire che a parte il sequestro dei documenti, adesso il signore si ritrova una sfilza di multe: sorpasso in presenza di linea di mezzeria continua, guida senza patente e via elencando. Che sappia leggere l'italiano o no.

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di Antonio Rispoli
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