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Persino il sindaco chiede di spostarsi, ma viene ignorato

Ferrara: la Polizia manifesta contro la madre di Aldrovandri


La signora Moretti accanto alla foto del figlio ucciso
La signora Moretti accanto alla foto del figlio ucciso
27/03/2013, 14:43

FERRARA - Ormai è guerra dichiarata del Coisp (uno dei sindacati di Polizia) contro la signora Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandri, il giovane pestato e ucciso da quattro poliziotti. 
L'ha dimostrato questa mattina il sindacato, organizzando una manifestazione sotto le finestre del Comune di Ferrara, dove la signora Moretti lavora. I manifestanti continuavano a gridare i nomi dei quattro poliziotti condannati per la morte di Aldrovandri (Forlani, Segatto, Pollastri e Pontani). Alla lunga, anche il sindaco Tiziano Tagliani non ha resistito ed è sceso, chiedendo ai manifestanti di spostarsi a pochi metri di distanza. Ma loro hanno rifiutato, continuando ad manifestare come prima. A quel punto la madre di Aldrovandri è scesa anche lei in strada, mostrando ai poliziotti la fotografia del figlio ucciso. 
Ma in un comunicato il Coisp rovescia le cose. A sentir loro - lo dicono in un comunicato stampa - la manifestazione non era contro la signora Moretti, affermano che "non sapevano neanche che lei lavorasse qui", ma solo per protestare per la condanna - a loro dire ingiusta - verso i poliziotti. A questo punto, è il caso di riportare le parole di Franco Maccari, segretario generale del Coisp: "E' stata la stessa Patrizia Moretti a scendere in strada inscenando assieme ad alcune altre persone (pare tutte in servizio in Comune che hanno quindi abbandonato il posto di lavoro……) una contro-manifestazione improvvisata - e quindi priva di autorizzazione - all’insegna dell’immagine del figlio deceduto ritratto in quella foto che, per onore di verità, non fu ammessa al processo perché ritenuta non veritiera. Abbiamo evitato accuratamente di raccogliere inutili provocazioni, cercate forse per via della rabbia di non essere riusciti a cacciarci e zittirci, abbiamo concluso il sit-in all’orario stabilito e siamo passati al prossimo impegno. Ma tutto quanto accaduto la dice lunga sul totale rifiuto di ogni confronto, sull’unica volontà imperante che è quella di strillare per sovrastare le voci di chi ha qualcosa di diverso da dire o, meglio, di impedire del tutto che altri possano manifestare il proprio pensiero. Siamo estremamente spiacenti che non si riesca a dissipare l’odio che continua ad aleggiare e che nega qualsivoglia possibilità di dibattere magari duramente, ma a viso aperto ed ascoltando oltre che urlando. Avevamo invitato Patrizia Moretti a partecipare al confronto pubblico fissato per oggi e speriamo ancora che possa esserci, dimostrando così che non identifica con il diavolo tutti gli Appartenenti alla Polizia di Stato e chi parla per loro, ma che si possono esternare pubblicamente le proprie idee in un contraddittorio serio e corretto”.

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di Antonio Rispoli
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