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Smentita dopo le critiche ai colleghi toscani per insaputa

Ferrara: "Non c'è scontro con la Procura di Firenze"


Ferrara: 'Non c'è scontro con la Procura di Firenze'
22/02/2010, 20:02

ROMA - "Non esiste alcuno scontro tra la procura di Roma e quella di Firenze, la cui professionalità non è in discussione", si legge in una nota della Procura della Repubblica di Roma in merito all'inchiesta sugli appalti condotta dai pm toscani e che vede indagato Achille Toro, ex procuratore aggiunto della capitale.
Il comunicato della procura di Roma arriva , dopo che il capo dell'ufficio Giovanni Ferrara ha criticato i colleghi fiorentini per averlo tenuto all'oscuro della loro inchiesta fino all'8 febbraio scorso, giorno in cui sono state arrestate quattro persone e si è saputo del coinvolgimento di Toro.
Ferrara ha detto oggi di avere saputo solo l'8 febbraio da una telefonata del procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi che erano state eseguite misure cautelari e che a Firenze avevano iscritto Toro nel registro degli indagati.
"Come magistrati di questo ufficio sentiamo forte il disagio derivante da quanto emerso dalle indagini di Firenze. Desideriamo ribadire che comportamenti attribuiti a singoli magistrati non possono e non devono coinvolgere negativamente l'impegno e la correttezza dei magistrati di Roma".
Nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8 della Maddalena e di altri "grandi eventi", in cui è indagato per corruzione anche il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, sono stati arrestati l'imprenditore Diego Anemone, due alti funzionari pubblici responsabili degli appalti, Angelo Balducci e Fabio De Santis, e un responsabile della Protezione civile, Mauro Della Giovampaola.
Achille Toro si è dimesso nei giorni scorsi dalla magistratura dopo essere stato indagato per corruzione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio.
Ferrara si è lamentato perché "le competenze vanno rispettate", in quanto anche la procura di Roma stava indagando sugli appalti dei Mondiali di nuoto - uno dei grandi eventi al centro delle indagini della procura fiorentina - che si sono svolti nella capitale nel 2009.

Intanto, il medico Renato Lauro, rettore dell'Università Roma 'Tor Vergata', commenta  alcuni articoli di stampa in cui si fa riferimento a un intercettazione in cui il presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci dice all'avvocato Sergio Lupinacci di dover incontrare all'indomani 'lo zio'. "Non conosco il contesto della discussione ma sono convinto che si parlava di me - spiega -: l'avvocato Lupinacci lo conosco da 25 anni, è da sempre vicino alla nostra famiglia e mi ha sempre chiamato 'zio' e inoltre il giorno a cui si fa riferimento dovevo avere un incontro con Balducci per prescrivergli dei prelievi a cui si sarebbe dovuto sottoporre".
Nessun nome in codice, assicura Lauro. "Sono certo che parlavano di me. Come medico ho in cura Balducci da diversi anni e ha una serie di problemi". Il docente spiega di essere stato in contatto con Balducci per "una serie di esami. Lo seguo da tempo - sottolinea - ci sono le carte, certificati e gli esami li ho mandati tutti al medico di Regina Coeli. Balducci sta male, aveva bisogno di cure e si doveva ricoverare: non vedo nessun problema".

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di Mario Aurilia
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