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Una lettera denuncia racconta un triste episodio

Festa patronale con atti di razzismo?


Festa patronale con atti di razzismo?
23/08/2010, 19:08

MONTE DI PROCIDA – Gira su Facebook da giorni una lettera di una cittadina montese, comune flegreo, di denuncia di atti “razzisti”, secondo la scrivente, visti da lei stessa.
“Come ogni anno, solita festa, solito caos... solita solfa, insomma. Ma diversamente dagli anni passati, oltre ad essere allietati dai vari cantanti di tenore più o meno alto, quali Valerio Scanu, Alex Britti, Sal da Vinci, quest'anno abbiamo potuto assistere ad un film simil-horror, e in diretta!
Tutto compreso nelle centinaia di migliaia di euro ogni anno spesi in onore della Madonna Assunta (che i soldi potrebbero essere cristianamente spesi in altro modo è un'altra storia), reperiti tra contributi regionali ed oblazioni di privati. Non aspettatevi scene di sangue, se intendiamo il sangue in senso letterale.” Comincia così il testo di Lucy Colandrea, e poi continua: “Ma aspettatevi pure scene di follia razzista e mafiosa, scene di violenza gratuita nei confronti di persone che difficilmente potrebbero agire in giudizio, scene del più forte che vuole prevaricare sul più debole... L'altro ieri salivo via Panoramica, per l'occasione isola pedonale, e mi beavo ammirando le caratteristiche bancarelle ai lati della strada, con merce esposta di tutti i tipi, dall'etnico al cinese, dal made in Italy al made in casa sua. Salivo la Panoramica quando sento un clamore, poi urla disumane. Mi avvicino e vedo... non UNA scena, ma LA scena!
Il nostro beneamato organizzatore (non facciamo nomi, si rischia!), accerchiato dai suoi fedeli seguaci, inveiva, urlando parole che non è possibile ripetere, contro una ragazza di colore che aveva un bambino legato al petto; ad un certo punto, non pago della violenza espressa con parole e gesti, ha iniziato a prendere a calci la merce esposta. La scena si è ripetuta nei confronti di altri ambulanti.
La sua scusa?  Quelle persone, di colore, non avrebbero pagato la tassa (o il pizzo?) per poter stare lì. A questo punto mi pongo una domanda (e mi do una risposta): quando al nostro (per quanto mi riguarda poco) amato organizzatore sono stati attribuiti compiti di polizia?  Io credo si sia auto-attribuito compiti di pUlizia”
"Può un pincopallinoqualunque, anche se organizzatore della festa, autonominarsi pubblico ufficiale preposto al controllo dei permessi ed all'espulsione dei trasgressori?- conclude poi la lettera di Lucy Colandrea- Pur ammettendo la supposta mancanza di autorizzazione governativa e il supposto mancato versamento della relativa tassa governativa (non vedo tra l'altro i motivi per cui si debba esibirli ad un privato cittadino qualunque) con quale diritto usare violenza ad altri, pur in nome del rispetto della legge?
A me pare di ricordare che si abbia, al massimo, il diritto di denunciare gli eventuali abusi.
Questo se parliamo della tassa governativa.
E se l'organizzatore si fosse arrabbiato solo perché non si è versata la quota di partecipazione?
Non si tratterebbe di riscossione di un pizzo, nel momento in cui si utilizzano metodi coercitivi per la riscossione?
Ho assistito ieri ad una scena altrettanto aberrante.
Il nostro (per quanto mi riguarda sempre meno) amato organizzatore, con i soliti seguaci (adepti?) entrava in locali della zona e chiedeva, con modi poco gentili (anche l'educazione va in ferie a ferragosto?) i motivi per cui non avevano provveduto al versamento di contanti.
Non sapevo che anche i locali commerciali dovessero pagare per poter esercitare durante la festa e credevo che la quota di partecipazione, la qualità di sponsor, fosse facoltativa.
Nemmeno a me piace l'illegalità, ma piace ancora meno l'uso arbitrario della violenza.
Personalmente preferisco lasciarla alle bestie.

Una lettera che, se dovesse essere confermata denunce, e dunque dai fatti, farebbe davvero raccapricciare.  Fino ad oggi nessun esposto è stato presentato contro il presunto organizzatore-violento.
Altri testimoni parlano invece di una lite avvenuta tra gli stessi ambulanti (abusivi) e che l’intervento dell’organizzatore e degli altri membri dello staff sia stato necessario per mettere pace.

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di Elisabetta Froncillo
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