Cronaca / Rosa

Commenta Stampa

Il volo vince con Grande amore

Festival di Sanremo chiude col botto, record di ascolti

Il più visto da 10 anni

Festival di Sanremo chiude col botto, record di ascolti
16/02/2015, 13:11

SANREMO- L’ultima serata di Sanremo che ha visto decretato il successo del trio Il Volo, ha chiuso con il boom di ascolti. La kermesse canora tanto attesa ha tenuto incollata alla tv 11.843.000 spettatori pari al 54.21% share. Una bella differenza rispetto all’ultima serata del 2014 che fece segnare una media di 9 milioni 347 mila spettatori pari al 43.51%. L’edizione di Carlo Conti ha raggiunto la media di ascolto più alta degli ultimi 10 anni, con il 48.64% pari a 10 milioni 837 mila spettatori e un saldo attivo di ben 6 milioni di euro.  Il presentatore scherzosamente dichiara: "l'anno prossimo me ne vado alle Maldive nel periodo del festival ho prenotato una settimana di vacanze". Riferendosi soprattutto al fatto che proprio grazie al trionfo dei numeri portati in questa edizione, lo vorrebbero già nel festival bis. In testa alla richiesta c’è il dirigente Rai Gubitosi che lo invoca, ma Carlo risponde: "Credo che sia prematuro parlare del futuro: datemi un mese di tempo. Orientativamente direi di no, credo sia impossibile per me fare meglio di questi numeri. Magari ci torno fra due, tre o vent'anni... Ne parleremo", frena. "Sanremo è la mia terza casa dopo Firenze e Roma, magari tornerò d'estate a godermi questo angolo di paradiso", spiega Conti, che non esclude una nuova esperienza come "direttore artistico" magari accanto a "un altro conduttore. Ognuno porta il suo mondo, le idee, la forza, l'energia". "Conosco bene Carlo gli fa eco il direttore di Rai1 Giancarlo Leone e comprendo che proprio questo straordinario successo lo spaventi e lo spinga a prendersi del tempo per valutare pro e contro di un bis. Credo che alla fine prevarrà lo spirito aziendale". Colui che viene definito da sempre l’aziendalista per eccellenza, intento a rispettare i punti cardine del palinsesto, il cerimoniere della nuova tv nazional popolare, oggi reclama un dato di fatto e in questo caso di numeri alla Carlo Conti a Sanremo, che è stato capace di realizzare un festival per la gente, per il pubblico, scegliendo brani che sono già nelle radio, dando spazio ai giovani in prima serata. Può essere considerata anche una soddisfazione personale, che attraverso la cassa di risonanza scatenata ha aperto nuovi spunti di riflessione, dalla centralità della famiglia in versione nucleo da 16 figli o coppia insieme da 65 anni a Sammy, il ragazzo affetto da sindrome da invecchiamento precoce. Ma Conti ha anche rivelato il suo lato giocoso divertendosi a rappare con Will Smith, a parlare in dialetto siciliano con i coniugi Manenti, perfino a canticchiare sottolineando: "Sono fiorentino, l'ho sempre fatto, anche a Tale e quale show o all'Eredità prendo in giro i concorrenti e poi torno sui binari. Con Will Smith è stato esilarante, abbiamo improvvisato tutto. Forse il palco dell'Ariston catalizza maggiormente l'attenzione, ma la spontaneità resta una cifra del mio stile. Non ho mai nulla di scritto, vado a braccio, perché viene tutto più facile e più bello". Della finale, vista da 11,8 milioni di italiani pari al 54% di share, porta nel cuore "la commozione per le letterine di saluto di Emma, Arisa, Rocio, splendide compagne di viaggio", e la gioia, "più umana che professionale", di aver 'benedetto' la rivincita di Panariello a Sanremo: "Giorgio aveva molti dubbi quando l'ho chiamato per invitarlo: questo palco gli ha dato soddisfazioni, ma anche molte preoccupazioni. E' stato il riscatto: ha fatto il picco di ascolto (14,8 milioni di spettatori, ndr), ha proposto un intervento fantastico. Abbiamo macinato chilometri insieme, dalle feste dell'Avanti, dell'Amicizia, dell'Unità: ritrovarci qui dopo 30 anni è stata una soddisfazione gigante". Di sicuro la Rai è già pronta a farmi una statua "Al posto del cavallo di Viale Mazzini qualcuno vuol mettere me, Frizzi e Antonella Clerici", scherza Conti. Ora è ansioso di tornare 'a casa': "l'unica cosa che ho chiesto quando ho accettato di fare il festival è stata di riprendere subito l'Eredità: per me è fondamentale che gli italiani mi vedano come quello che torna ogni sera a cenare con loro". Il Volo si è aggiudicato la statuetta con il 39% dei voti seguito da Nek con il 35% di preferenze per finire con Malika Ayane con il 26%. Il dato è il risultato complessivo delle tre giurie chiamate a votare: quella degli esperti, quella demoscopica e il televoto che si sono espresse in maniera diversa tra loro. Nel televoto Il Volo ha avuto il 56% delle preferenze, Nek il 33%, Malika l'11%.

 Il giudizio degli esperti, invece, si è espresso a favore di Malika per il 40%, di Nek per il 37%, de Il Volo per il 23%. La giuria demoscopica si è equamente distribuita sui tre artisti, con decimali di differenza tra i tre minimi. I giovani e promettenti cantanti che hanno suscitato un tipudio di applausi in ogni esibizione, sperano di lanciare il loro successo in Italia dopo quello che stanno raccogliendo negli Stati Uniti e nel mondo. A ben sperare è stato anche il messaggio augurale inviato nella serata conclusiva da Placido Domingo che ha coronato una vittoria quasi prevedibile, ma in linea con il festival. Per Nek invece, si è trattato di un ritorno felice a Sanremo e di un rilancio di carriera in una veste più matura che porta a casa anche il premio cover. Malika Ayane,che oltre il terzo posto si aggiudica anche i premio della Critica. Durante la lettura del verdetto non è mancato un momento di brivido quando per errore era stato annunciato Nek al nono posto, i fischi del pubblico dell’Ariston hanno costretto Conti a riempire un vuoto per l’interruzione. Come tutti gli anni non sono mancati gli ospiti internazionali da Will Smith tra le star di Hollywood, il ragazzo con la chitarra Ed Sheeran al momento star della musica mondiale.  A fare da cornice le star di casa nostra come Gianna Nannini, super ospite, è incappata in una serata a dir poco difficile: prima qualche evidente incertezza nella cover de "L'immensità", il classico di Don Backy, poi durante "Sei nell'anima" ha steccato ed è andata fuori tempo. L'Ariston non le ha negato la standing ovation. All'Ariston è tornato anche Enrico Ruggeri, un veterano del festival, stavolta nella più comoda veste di ospite. Ha cantato "Tre signori", dedicato a Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti. La comicità dell’ultima serata è stata affidata a Panariello tornato a riscattarsi sul difficile palco del festival, i suoi temi sono stati da quello politico nel quale non poteva mancare un riferimento a Renzi e all’amicizia che lega Conti al premier, per passare ai peccati capitali oggi rivisti nello spreco del denaro pubblico, la violenza sulle donne" e l’importanza che "Manca la certezza della pena" elencando una serie di casi impuniti, Cucchi, L'Aquila, "tutti assolti, l'unico in galera Corona va bene che le mutande che disegnava erano brutte ma che avrà fatto mai... Schettino gli hanno dato 16 anni ma ancora non si è fatto un giorno.

La vittoria de Il Volo sarà stata pure considerata nazional popolare, ma non si può non riconoscergli talento e riflettere al contrario sulla presenza dei super ospiti italiani che forse tanto super non sono. A loro manca coraggio di riconoscere comunque che Sanremo, resta un trampolino di lancio ed è una vetrina mondiale nonostante tutto. Per questo l’augurio per il prossimo anno potrebbe essere quello di aggiungere ai crescenti numeri di share,  anche il riconoscimento di un sentimento nazionale e di appartenenza.  

Commenta Stampa
di Natascia Caccavale
Riproduzione riservata ©