Cronaca / Sanità

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Era 'materiale didattico'. Indagini sulla conservazione

Feti e resti umani in un magazzino dell'Umberto I


Feti e resti umani in un magazzino dell'Umberto I
11/02/2009, 21:02

Feti malformati e resti di corpi, chiusi in barattoli sigillati, e accatastati in una stanza del Policlinico Umberto I di Roma. Una scoperta da ‘sala degli orrori’, quella fatta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione durante una ispezione all’interno dell’ospedale romano. Ma il direttore del nosocomio, Ubaldo Montaguti, si affretta a chiarire per evitare qualsiasi speculazione. “Non c’è nessuna ‘sala degli orrori’, - spiega, - si tratta di un’aula sigillata all’interno della quale erano stati collocati dei feti malformati, risalenti ad oltre trnta anni fa, e che venivano utilizzati in passato per la didattica, quando l’ecografia non esisteva”. Anche il capitano dei Nas, Marco Datti, spiega che le perplessità non nascono dalla presenza dei feti, ma lo stato in cui sono stati trovati. “Non siamo  in presenza di traffico di organi o reati di questo genere, - sottolinea, - al momento abbiamo contestato solo il mancato smaltimento di questo materiale che deve seguire procedure particolari previste dalla legge”. I locali intanto sono stati sottoposti a sequestro. Tutto è nato da un’ispezione avviata dalla commissione di inchiesta sul servizio sanitario nazionale del Senato. I militari stavano infatti eseguendo un normale controllo quando hanno trovato la camera, chiusa. Entrati, hanno scoperto i resti umani ed i feti conservati dentro barattoli sanitari, abbandonati ed accatastati nel magazzino. “Non c’è stato contestato alcun reato, - ha ribadito Montaguti, - quei reperti si trovavano in quella stanza da almeno un anno. Avevamo fatto questa scelta perché tutto il materiale, dopo alcuni lavori di ristrutturazione, si trovava in un sotterraneo dell’ospedale”. Nelle prossime ore il direttore generale dell’Umberto I consegnerà ai senatori una relazione dettagliata sull’accaduto. Interpellato sulla vicenda, il presidente della commissione non conferma né smentisce l’indagine. La vicenda è attualmente al vaglio della magistratura.

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di Nico Falco
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