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Rettore:"Costituiremo una commissione di inchiesta interna"

Feto umano trovato in una cella frigorifera. Indagini Aperte.

Scoperta choc università di Milano

Feto umano trovato in una cella frigorifera. Indagini Aperte.
18/03/2013, 23:49

Un feto umano di 4-5 mesi è stato ritrovato in una cella frigorifera nel Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze all'Universita' Bicocca, a Milano, ad una temperatura di -80 gradi.

La scoperta risale a venerdi' scorso, al terzo piano dell' edificio U3, a quando cioè un gruppo di ricerca che si occupa di cellule staminali, coordinato dal docente Angelo Vescovi, ha trovato nel freezer del Dipartimento un contenitore di polistirolo con all'interno un sacchetto nero che a sua volta conteneva materiale biologico che i ricercatori non sono riusciti ad indentificare.

Soltanto oggi lo stesso gruppo di ricerca ha chiesto il parere di una biologa, che ha pensato subito a un feto umano e che a quel punto ha avvertito la questura.

Sul luogo sono giunti immediatamente degli agenti della Polizia Scientifica che hanno sequestrato il reperto e lo hanno trasferito all'Istituto di medicina legale di piazzale Gorini.

Il rettore, Marcello Fontanesi, supportato dalla professoressa Marialuisa Lavitrano, componente del Comitato etico dell'ateneo, e da Marina Lotti, direttore del Dipartimento all'interno del quale e' stato trovato il feto, indotto dalla scoperta choc, ha subito convocato una conferenza stampa.

''L'Università di Milano-Bicocca non conduce alcun tipo di ricerca che preveda l'utilizzo di feti umani e applica in modo integrale le leggi vigenti in tema di materiali biologici umani'' ha chiarito il rettore e ha aggiunto:" ''Nel nostro ateneo esiste un comitato etico che vigila e approva le ricerche che implicano l'uso di materiale biologico. Costituiremo una commissione di inchiesta interna per indagare sulla vicenda e se dovesse emergere il coinvolgimento di personale dell'universita', potete star certi che il responsabile dell'accaduto non metterà più piede in Bicocca''.

Nel corso della conferenza stampa e' inoltre intervenuto telefonicamente il professor Vescovi: ''Posso solo ipotizzare, ma e' una mia personale opinione, che si possa trattare di un sabotaggio organizzato forse da gruppi estremisti ideologicamente orientati''.

Quest'ultimo ha infatti ha sottolineato come questo episodio sia avvenuto in concomitanza con la conclusione di un'importante ricerca sulla Sla che egli sta conducendo non in Bicocca ma al centro europeo di ricerca sulle cellule staminali di Terni e l'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Il professor Vescovi ha fatto riferimento ad altri due episodi, sempre legati alla ricerca con l'utilizzo di cellule staminali, che sarebbero avvenuti negli scorsi anni all'interno della stessa Bicocca e all'ospedale San Raffaele, dove ignoti ''hanno distrutto anni e anni di ricerche''.

Sulla vicenda indaga ora la magistratura, che ha gia' chiesto di acquisire le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare anche dai sistemi che registrano ogni variazione di temperatura dei freezer, segnalando in pratica l'apertura delle celle frigorifero.

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di Flavia Stefanelli
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