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In 1000 per otto proposte al Governo

Fiaccolata contro suicidi causa lavoro davanti al Pantheon


Fiaccolata contro suicidi causa lavoro davanti al Pantheon
18/04/2012, 22:04

ROMA - Ombrelli aperti, fiaccole accese per dire «basta ai tanti, troppi suicidi causati dalla crisi economica». A Roma, davanti al Pantheon, si sono riuniti imprenditori e lavoratori, associazioni datoriali e sindacati, rappresentanti di istituzioni dei diversi colori politici e partiti in una iniziativa unica nel suo genere chiamata «Silenziosamente». Oltre mille i partecipanti, secondo il promotore principale della fiaccolata: il presidente della Federlazio, Maurizio Flammini. La richiesta che arriva dalle imprese e «un patto di onore» con gli enti locali per garantire pagamenti regolari ai fornitori; la chiusura dei debiti pregressi; forme di compensazione tra i crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione e i debiti di natura tributaria e contributiva. E in piazza, accanto agli imprenditori e ai lavoratori manifestano anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Entrambi chiedono di allentare i vincoli del patto di stabilità. «Le piccole e medie imprese - dice Alemanno - sono come dentro una tenaglia, devono pagare le tasse ma i pagamenti non arrivano. C'e bisogno che il governo dia un segnale subito altrimenti è una tragedia». «Se non si modifica il patto di stabilità - sostiene Zingaretti - gli enti locali non possono investire». «Domani faremo partire una lettera indirizzata al governo e a tutte le istituzioni locali - annuncia Flammini -. In otto punti chiediamo cosa bisogna fare per salvare le imprese e per salvare l'Italia: la pubblica amministrazione, cos come ha stabilito la Commissione Europea, deve pagare entro 30 giorni; la Cassa Depositi e Prestiti ha ingenti somme ferme e potrebbe finanziare lo Stato per saldare i debiti con le imprese; bisognerebbe potenziare il sistema dei confidi». «Lo Stato deve pagare i 70 miliardi di debiti che deve alle imprese italiane - gli fa eco il presidente della Camera di Commercio di Roma Giancarlo Cremonesi -. Rivolgiamo un appello prima al governo e poi alle istituzioni locali: bisogna aiutare le imprese nell'accesso al credito, la pubblica amministrazione deve saldare i suoi debiti». Tanti gli imprenditori e i lavoratori in piazza, qualcuno dice ad alta voce: «Questa non è la passerella dei politici, le imprese soffrono davvero». Un rappresentante dei Radicali sfoggia un cartello con su scritto: «Di troppo Stato si muore».

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di Valerio Esca
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