Cronaca / Soldi

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L'accusa è di associazione per delinquere di tipo mafioso

Fiamme Gialle, al Vomero sequestrati beni per 50 mln di euro


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Fiamme Gialle, al Vomero sequestrati beni per 50 mln di euro
29/06/2011, 09:06

Nell'ambito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa  all'aggressione dei patrimoni di mafia, la Questura di Napoli (Divisione Anticrimine - Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali) e la Guardia di Finanza di Napoli (Comando Provinciale - G.I.C.O.) hanno dato esecuzione in data odierna al decreto di sequestro emesso ai sensi della normativa antimafia dal locale Tribunale -Sezione Misure di Prevenzione (Presidente dott.ssa Eugenia Del Balzo, giudici dott. Michele Mazzeo ed Alessandra Cantone) nei confronti di Petrone Raffaele, gravato da plurimi pregiudízi per associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere semplice finalizzata a falso e truffa, estorsione, rapina, contrabbando, incendio, furto, appropriazione indebita, reati contro la Pubblica Amministrazione, in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari in Viterbo. Il prevenuto, soggetto di elevata pericolosità sociale, è stato condannato il 22 aprile 2010 dal Tribunale di Napoli alla pena di anni nove di reclusione per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, per aver fatto parte, con il ruolo di promotore e dirigente, del potente sodalizio camorristico operante nei quartieri collinari Vomero-Arenella, prima capeggiato da Alfano Giovanni e successivamente da Caiazzo Antonio, Cimmino Luigi, Totaro Giovanni e Brandi Maurizio, la cui finalità era di assumere il controllo di tutte le attività illecite del territorio dei predetti quartieri, in primis estorsioni in danno di imprenditori e commercianti ed il traffico di ogni genere di sostanze stupefacenti. Il decreto di sequestro beni è stato emesso in accoglimento di articolate proposte avanzate dal Questore di Napoli e dalla D.D.A. della Procura della Repubblica presso il locale Tribunale, formulate a seguito di intensa e prolungata attività di indagine, svolta dalla Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura e dal G.I.C.O. del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, che ha consentito di svelare I'esistenza di un ingentissimo patrimonio immobiliare, mobiliare e societario, intestato al Petrone (da ritenersi I'autentica mente economica del clan) ed a suoi familiari che assumevano la veste di prestanomi. In particolare, sono stati posti sotto sequestro i seguenti beni: 36 immobili, tra appartamenti anche d'epoca-depositi-magazzini ubicati in Napoli (quartieri Vomero, Fuorigrotta, Soccavo e Pianura). 7 terreni ubicati in Napoli. 4 ville ed un terreno ubicati in Giugliano in Campania. 1 locale ad uso negozio ubicato in Roma, alla via della Magliana nr.254. 1 societa denomintta (Petron Game s.n.c. con sede in Napoli, attiva nel settore della conduzione e noleggio di apparecchi da gioco. 1 società denominata "GEPAR s.a.s. attiva nel settore della ristorazione, con sede in Napoli ed unità locali ubicate nei quartieri cittadini Vomero e Soccavo. 1 società denomina Piazza Affari con sede in Napoli, attiva nel settore immobiliare. 1 ditta individuale denominata ‘Petrone Luca', con sede in Roma alla via della Magliana nr. 254, attiva nel settore del noleggio degli apparecchi da gioco. Quote della società denominata Planet Alluminio s.a.s. dì Moglíone Raffaele con sede in Pozzuoli, attiva nel settore della produzione ed installazione di manufatti metallici. 1 ditta individuale denominata 13, di Costantino Anna con sede in Napoli, attiva nel settore della conduzione degli apparecchi da gioco, 1 società denominata Pic Nic s.a.s., con sede in Napoli, attiva nel settore della ristorazione. 27 rapporti bancari, postali e finanziari. 28 auto-motoveicoli tra cui una FERRARI 360 Modena. Il valore del patrimonio complessivamente posto sotto sequestro ammonta a circa 50 milioni di euro.

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di Redazione
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