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Fiamme Gialle, napoletana in manette per furto d’identità


Fiamme Gialle, napoletana in manette per furto d’identità
15/06/2011, 11:06

Sembra quasi il copione di un film di Hollywood, una famosa pellicola che vedeva un bravo attore rubare l’identità ad un pilota d’aereo, ad un professore, ad un avvocato …. Lo scenario invece è stato quello, sicuramente meno americano, di Nusco ove una signora si è ritrovata titolare di rapporti finanziari (posizioni bancarie, titolarità di carte telefonica, utilizzo di utenze) di cui mai aveva saputo nulla. Si è trattato, in effetti, di una truffa orchestrata ad arte da una napoletana che, partendo dal furto delle generalità di una signora di Nusco, si è concretizzata nell’avvio di diverse posizioni basate su un illecito utilizzo di dati personali.

La complessa attività investigativa ha visto impegnati per lungo tempo le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi e della Sezione di Polizia Giudiziaria a quella sede ed ha portato chiarezza ad una situazione in cui la vittima si è trovata a dover render conto di numerosi titoli di credito emessi a suo nome tramite diverse posizioni bancarie a lei intestate.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, ha portato l’attenzione su una tematica di scottante attualità e di grande rilevanza in un contesto sociale che, complice l’incessante processo di globalizzazione, vede una sempre più difficile tutela di informazioni a carattere riservato personale richiesti sempre più frequentemente e messi “in rete” senza spesso sapere quale sarà la tutela che chi gestisce quei dati personali potrà assicurare. In un contesto in cui la condivisione dei dati personali ha assunto caratteri di diffusione senza eguali, presupposto quasi imprescindibile per una messe infinita di operazioni, ancorché il legislatore si sia adoprato per tutelare adeguatamente il cosiddetto diritto alla privacy, le truffe che si sostanziano in furto di identità appaiono in costante crescita, così come purtroppo è stato constatato nel concreto dai finanzieri.

Le indagini sono partite nel gennaio di quest’anno, scaturite dalla denuncia presentata dalla parte offesa che si era vista recapitare diverse intimazioni di pagamento di bollette di telefonia fissa e mobile intestate a suo nome ma delle quali ella sconosceva l’esistenza. Quando poi alle bollette di traffico telefonico si sono aggiunti gli avvisi di pagamento di sanzioni amministrative per aver emesso assegni bancari senza la necessaria provvista e senza la doverosa autorizzazione, i dubbi si sono tramutati in certezze.

Immediatamente attivate tutte le procedure investigative necessarie, i finanzieri sono risaliti a ben 4 posizioni bancarie accese a completa insaputa della vittima: attivate tutte presso banche del nord Italia, le posizioni riportavano quale titolare propria la signora di Nusco ed erano state accese tramite un documento d’identità falso che la responsabile era riuscita ad produrre sulla base dei dati personali illecitamente carpiti. Di fondamentale importanza per lo snodo delle indagini è stata l’individuazione di 4 schede telefoniche cellulari ed un numero di utenza telefonica fissa, anch’essi indebitamente intestati alla parte offesa.

Sulla base di un paziente lavoro d’analisi dei tabulati telefonici riferiti alle schede cellulari e ad un‘utenza fissa, i militari sono riusciti a risalire alla zona dove la responsabile della truffa operava e, tramite uno screening di tutti i residenti della zona (supportato da specifica identificazione fotografica), è stato possibile finalmente scoprire fattezze e generalità della responsabile. I successivi accertamenti bancari effettuati sui 4 conti correnti accesi a nome della vittima permettevano di individuare ben 32 titoli di credito a beneficio della donna napoletana responsabile, per un ammontare totale di quasi 300.00 euro (per la precisione trattasi di euro 285.096,17).

L’indagine si concludeva con la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi della responsabile della truffa, già nota agli atti del sistema informativo del Ministero dell’Interno, identificata per tale C.M. (di anni 36), di Napoli, nonché con identificazione e denuncia di altre 9 persone responsabili di aver ricettato gli assegni oggetto della truffa stessa (articolo 648 del codice penale).

Alla donna venivano contestate ipotesi di reato riconducibili alla violazione delle norme in tema di trattamento dei dati personali (articolo 167 del decreto legislativo nr. 196/2003), di truffa (articolo 640 del codice penale), di falsità in scrittura privata (articolo 482 del codice penale) e di sostituzione di persona (articolo 494 del codice penale).

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di Redazione
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