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Fiamme Gialle, Operazione ISPANICO: ulteriori sequestri


Fiamme Gialle, Operazione ISPANICO: ulteriori sequestri
07/03/2011, 16:03

La traduzione dei quattro arrestati presso l’istituto penitenziario di Secondigliano, destinato ad ospitare i responsabili di reati associativi, intorno alle 13.00 odierne ha costituito l’epilogo dell’operazione ISPANICO, avviata stamani dal Comando Provinciale di Avellino.
Nel corso di un’articolata operazione di polizia, contestualmente condotta presso quattro distinte abitazioni in Marano di Napoli (3 obiettivi) ed in Castelvolturno (un obiettivo), gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino hanno dato contestuale esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei seguenti soggetti:
- G.P. (di anni 57), nato a Marano di Napoli; C.S. (di anni 36), nato a Marano di Napoli; F.A. (di anni 35), nato a Napoli; I.A. (di anni 50), nato a Marano di Napoli.
Gli interventi di stamane costituiscono la fase conclusiva di complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che, al riguardo, ha rilasciato specifico comunicato-stampa (unito alla presente): l’articolato piano d’azione, sviluppato a partire dalle primissime luci dell’alba, ha consentito di cogliere nel sonno i destinatari dei provvedimenti restrittivi, con un’azione sinergica che ha neutralizzato sul nascere ogni possibile reazione, sia da parte degli arrestati che di parenti e vicini. I finanzieri sono intervenuti in massa per garantire una cornice di massima sicurezza in zone in cui la presenza della criminalità organizzata appare maggiormente sentita e stringente: trattandosi di ville e di abitazioni particolarmente “protette” era legittimo immaginare la possibilità di una qualche reazione e pertanto presso ogni “obiettivo” è stata prevista una presenza di 10 militari per un totale di 40 unità contestualmente impegnate presso i diversi domicili, tre in Marano di Napoli ed uno in Castelvolturno.
Alla notifica dell’arresto è conseguentemente seguita la perquisizione domiciliare delle quattro diverse abitazioni le cui operazioni, protrattesi sino a poco fa, permetteva di rinvenire e sottoporre a sequestro ingenti cifre in denaro contante, oggetti d’oro e pietre preziose (per un valore complessivo intorno ai 25.000 euro) oltre a diversi orologi di marca ed un’autovettura di grossa cilindrata, il tutto sequestrato in quanto provento dell’illecita attività che i quattro soggetti portavano avanti da tempo.
Come si è detto, l’intera attività è stata avviata nel 2006, a seguito di un controllo su strada nei confronti di un soggetto in transito lungo l’A-16: sospinti da quella curiosità investigativa che rende ogni attività di servizio un presupposto per ulteriori accertamenti, le prime indagini erano state all’epoca condotte dai militari della Compagnia di Avellino, cui subentrarono poi i colleghi del Nucleo di Polizia Tributaria alla sede, e consentivano di delineare l’attività criminale di agguerrito sodalizio criminale italo-albanese dedito al traffico di stupefacenti (hashish proveniente dalla Spagna e diretto nel napoletano) ed allo sfruttamento della prostituzione nelle zone di Capua e Marcianise. Quando un primo risultato portò, all’epoca, al sequestro di circa 13 chilogrammi di sostanze stupefacenti (hashish), le indagini passarono dalla Procura della Repubblica di Avellino alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che diresse da allora in poi le attività di indagine con l’ausilio di indagini tecniche e di un articolato dispositivo di pedinamenti ed appostamenti.
Gli accertamenti hanno portato, nel tempo, a delineare chiaramente la condotta dell’associazione italo-albanese che, per l’introduzione in Italia dello stupefacente, utilizzava corrieri che, varcando nottetempo i confini di Spagna, Francia e Italia, operavano utilizzando rotte sempre diverse e trasportando a bordo anche donne e bambini, per meglio simulare un normale viaggio di famiglia.

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di Redazione
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