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Ecco i dati ufficiali. A Napoli spuntano stelle a 5 punte

Fiat, a Pomigliano il "sì" vince ma non sfonda


Fiat, a Pomigliano il 'sì' vince ma non sfonda
23/06/2010, 00:06

A Pomigliano d’Arco vince il sì ma non sfonda. Come previsto, gli operai Fiat si sono turati il naso ed hanno votato il tanto discusso piano Marchionne, ma il voto a favore dell'accordo siglato tra azienda e sindacati non ha trovato il plebiscito auspicato dal Lingotto. I consensi infatti non superano il 63 per cento (62,2), mentre il fronte del "no" nelle ultime ore ha toccato quota 36. Alta l'affluenza al referendum: circa il 95 per cento dei dipendenti dello stabilimento si sono recati alle urne. Praticamente, su 4881 aventi diritto, hanno espresso il proprio parere 4659. Al termine dello scrutinio dei 4.642 voti al referendum sull'accordo tra Fiat e sindacati (Fiom esclusa) i sì hanno ottenuto 2.888, i no sono stati 1.673, 59 le schede nulle e 22 le bianche. Questo il risultato finale, mentre intanto scoppia la polemica per dei presunti brogli denunciati dallo Slai-Cobas. "C’è il sospetto che qualcuno per certificare il proprio sì abbia fotografato il proprio voto”. “Non c'è al momento alcun caso certificato - precisa Luigi Aprea, delegato Rsu dello Slai Cobas, nonché componente della Commissione elettorale - ma ad un certo punto questa voce si è diffusa tra i lavoratori in fila e si è creato qualche attimo di caos”. “Da qui la decisione di esporre cartelli attraverso i quali abbiamo detto che è assolutamente vietato fotografare la propria preferenza di voto”. Nella confusione generata dal referendum, e dalle diatribe in diretta tv scoppiate davanti alle telecamere tra i vari rappresentanti sindacali, spuntano anche alcune segnalazioni inquietanti provenienti direttamente dal centro di Napoli: due stelle a cinque punte, simbolo delle Brigate Rosse, sono comparse sulla vetrina della concessionaria Alfa Romeo e Lancia di corso Meridionale. Accanto alle stelle, disegnate con vernice di colore rosso, c’era la scritta “No all'accordo” e sotto un’altra scritta, “Infami”. A pochi metri un’altra scritta: “No all'accordo, Marchionne infame”. Slogan contro il manager Fiat e l’accordo azienda-sindacati, sono state realizzate anche davanti al Fiat Center Napoli di Via degli Astroni. I militanti del centro sociale Insurgencia, che è presente con alcuni militanti anche all'esterno dello stabilimento di Pomigliano, spiegano che si è trattato “di un’azione di sanzione dal basso per ribadire la vicinanza a tutti gli operai di Pomigliano che in questi giorni sono state vittime di pressioni di ogni tipo da parte dei capi reparto, degli amministratori locali (Pdl in testa) ed ovviamente della pressione mediatica della proprietà Fiat”. La Fiom intanto ribadisce il proprio no all'accordo. E rilancia: "Se l'azienda apre una trattativa e si predispone ad una mediazione tra le proprie posizioni e il sindacato, che rispetti la costituzione, le leggi dello stato e il contratto, ci sediamo ad un tavolo e siamo disponibili a fare un negoziato". Un negoziato, sottolinea Brancato "che ci è stato negato in tutti questi mesi".

SACCONI: "ORA AVANTI CON GLI INVESTIMENTI" - E' stata ''isolata la logica del conflitto e prevale quella della collaborazione tra le parti'' e, vista la schiacciante prevalenza dei si', ''a questo punto la Fiat non puo' che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale''. E' questo il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi che mette in risalto come ''la partecipazione al voto dei lavoratori di Pomigliano e' stata straordinariamente alta, al di sopra di ogni ottimistica previsione'' e ''le prime indiscrezioni evidenziano una schiacciante vittoria dei si' e una molto contenuta dimensione dei no''.

CALDORO: "PUÒ PARTIRE UNA NUOVA FASE" - "La netta vittoria del Sì, che assume particolare significato per l'eccezionale partecipazione, dimostra che i lavoratori hanno premiato, con grande senso di responsabilità, l'intesa fra l'azienda e le rappresentanze sindacali. Può partire una nuova fase. Il rilancio della Fiat di Pomigliano rappresenta una straordinaria occasione per la Campania e l'intero mezzogiorno. La Regione farà la sua parte, con gli strumenti che sono a disposizione". Lo sottolinea il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.

FASSINA (PD): "RISULTATO VA RICONOSCIUTO DA TUTTI" - "L'affluenza e' stata altissima e si profila un risultato, con la netta affermazione dei si', che va riconosciuto da tutti". Lo afferma Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro della segreteria del Pd. "Ora - esorta - parta il piano della Fiat per Pomigliano nella sua versione originaria. Col senso di responsabilita' di tutti si possono affrontare i punti controversi dell'accordo e trovare soluzioni che abbiano il consenso di tutti i sindacati". Fassina chiede infine che "il Governo faccia la sua parte: convochi le confederazioni e aiuti a trovare soluzioni condivise ai problemi ancora aperti".

FISMIC, VITTORIA NON SARA' SUFFICIENTE PER POMIGLIANO - "Si profila una vittoria dei sì, ma purtroppo non sara' sufficiente per confermare l'investimento di Fiat per Pomigliano". E' la previsione che fa Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic a meta' dello scrutinio. Il sindacalista prevede anche un "disastro sociale di proporzioni gigantesche. La Fiat ripenserà probabilmente alla 'Fabbrica Italia' e al piano presentato il 21 aprile non solo per Pomigliano. Comunque chiederemo all'azienda di ripensarci e di confermare l'investimento in Italia. Non siamo assolutamente soddisfatti il voto da' una pessima idea del lavoratore italiano che sembra che voglia lo stipendio e non il lavoro". "La Fiom - conclude - e' un sindacato che fa politica e ha un atteggiamento nichilista, si e' assunta una responsabilita' grandissima, se la Panda finira' in Polonia"

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di Davide Gambardella
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