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"Poteva fare uno ogni dieci, come i tedeschi"

Fiat, Carlo De Benedetti: "Situazione inaccettabile"

"Marchionne è un grande ristrutturatore"

Fiat, Carlo De Benedetti: 'Situazione inaccettabile'
04/11/2012, 20:05

ROMA - Il governo “abbia coraggio” e dia un segnale sulla vicenda della Fiat: serve “un decreto per la rappresentanza”. Lo chiede la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera riportata stamattina dall’Agi. La dirigente sindacale spiega che "è importante partire da quanto accaduto, quello dei diritti è un tema fondante della nostra democrazia”. “La ritorsione che la Fiat ha deciso di attuare - afferma Camusso - contrapponendo 19 lavoratori discriminati a 19 lavoratori da discriminare è intollerabile”. Tuttavia, il leader Cgil rileva che “Fiat nei giorni scorsi ha ammesso l'errore di Fabbrica Italia e abbiamo sentito dai suoi portavoce anche toni distensivi”. Il Lingotto a questo punto “deve ritirare i 19 licenziamenti e riprendere il confronto anche con la Fiom”. Anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero nei giorni scorsi ha fatto “un intervento importante” in cui ha chiesto che si torni “a normali relazioni sindacali”. Secondo Camusso si deve partire dalla “strada indicata dall'accordo interconfederale del 28 giugno scorso in cui si individua nel contratto nazionale di categoria la fonte primaria di regolazione della contrattazione e per quanto riguarda gli accordi aziendali la firma a maggioranza da parte di Rsu liberamente e proporzionalmente elette, l'impegno di tutti al loro rispetto e la certezza della rappresentanza per le organizzazioni che ottengono almeno il 5% tra iscritti certificati e voti ottenuti”. Il governo, conclude Camusso “potrebbe esercitare il suo ruolo di garante di regole giuste e condivise. In questi mesi abbiamo visto molti decreti sui quali abbiamo espresso con lealtà le nostre critiche e il nostro dissenso per le ricadute negative sui lavoratori e sul lavoro. Vederne uno che recepisce i contenuti dell'accordo interconfederale sulla democrazia sindacale sarebbe un bel segnale di cambiamento”.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20:05 DI EMANUELE DE LUCIA

L’imprenditore Carlo De Benedetti, ospite di Fabio Fazio alla trasmissione ‘Che tempo che fa’, commenta la vicenda Fiat con una frase sarcastica: “Penso sia andata bene. Poteva fare uno ogni dieci come i tedeschi, anche se credo che questa sia una cosa inaccettabile. È talmente assurda che non capisco come possa esserci dietro una logica”. L’editore trova inaccettabile la mobilità dei 19 operai della Fiat per consentire il reintegro di altri 19 operai.
Il giudizio del presidente del gruppo ‘L’Espresso’ nei confronti di Marchionne non è del tutto negativo e definisce l’ad della Fiat “un grande ristrutturatore”. Alla domanda di Fazio sul destino della Fiat in Italia, De Benedetti risponde che tutto “dipende dalla Fiat. L’Italia quello che poteva fare per la Fiat, l’ha fatto 4 o 5 volte negli ultimi 50 anni. Ora bisogna pensare a costruire automobili”.
Alla trasmissione su Rai3, De Benedetti parla anche delle primarie del centrosinistra e rivela che “voterò Bersani. Lo conosco, lo stimo, è una persona perbene. Mi dà un senso di tranquillità e stabilità più di qualsiasi altro”. Nega di voler entrare in politica e commenta così l’ipotesi di un Monti bis: “Il futuro spetta agli elettori. Siamo partiti a novembre scorso con un miracolo politico, far uscire Berlusconi in modo silenzioso. Monti ha ridato credibilità al Paese, la gente all’estero ora non ti guarda più con il sorrisetto, ma con rispetto. Esiste però in tutto l’occidente un problema di leadership politica. In Italia rimpiangiamo la Balenda Bianca (Dc, ndr) perché oggi ci sono in giro piranha che stanno divorando Stato, istituzioni e i nostri soldi e lo fanno proprio perché non c’è più politica”.

 

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di Valerio Esca
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