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La società automobilistica delocalizzerà

Fiat: chiusura di Termini e 5000 licenziamenti, questo è il futuro


Fiat: chiusura di Termini e 5000 licenziamenti, questo è il futuro
24/03/2010, 09:03

TORINO - Comincia a delinearsi il futuro che aspetta la Fiat in Italia, secondo un dossier di Repubblica. Viene prevista innanzitutto la chiusura di Termini Imerese, senza se e senza ma. A Mirafiori le tre linee di produzione che oggi sfornano Idea, Musa, Punto, Multipla e Mito, diventerà una sola, che produrrà solo la Mito ed una monovolume, attualmente allo stato di progetto, a cinque o sette posti. Ma questo costerà il posto ad almeno metà delle 5000 persone che oggi lavorano lì. Si conta però di diminuire l'impatto sociale con i prepensionamenti, dato che l'età media dei dipendenti è abbastanza alta. A Melfi si continuerà a produrre la Punto, anche se in quantità inferiori alle attuali. A Cassino continuerà la produzione di vetture di segmento C: Lancia Delta, Alfa Giulietta, una nuova vettura in sostituzione della Bravo e un cross over, mentre la Croma uscirà dalla produzione. Questo costerà almeno 500 licenziamenti, anche se gli ammortizzatori sociuali in questo caso potrebbero bastare
Il cambiamento più grosso avverrà a Pomigliano d'Arco, dove si passerà dall'attuale produzione delle Alfa 147, 159 e della Gt alla Panda, che verrà prodotta a partire dal 2011. E questo può essere un problema, dato che l'indotto è calibrato sulle vetture grandi e potrebbero esserci problemi a fare una riconversione. In ogni caso, anche a Pomigliano d'Arco si stimano 500 licenziamenti.
Alla carrozzeria Bertone invece verranno prodotti tre modelli della Chrysler: la 300C, il Grand Voyager e la Jeep Grand Cherokee.
Inoltre ci sarà una rivoluzione nei motori, dato che la Fiat intende impostare la produzione di nuovi motori bicilindrici fino ai 105 cavalli, al posto dei quattro cilindri; e la produzione dovrebbe avvenire in Polonia; sacrificando le produzioni di Termoli e della FMA e tutti i dipendenti delle due fabbriche nonchè l'indotto.

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di Antonio Rispoli
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