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Landini: “Nessuna garanzia. Pessima figura”

Fiat: il suo futuro è ancora incerto. Si deciderà nel 2014

Lunedì sera l’incontro con i sindacati

Fiat: il suo futuro è ancora incerto. Si deciderà nel 2014
13/02/2011, 11:02

ROMA - Non sfuma del tutto la ventilata ipotesi di un trasferimento del quartier generale della Fiat. Se ne è discusso nel confronto che ieri mattina ha visto sedersi al tavolo di Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, affiancato dal sottosegretario Gianni Letta e dai ministri Maurizio Sacconi (Welfare) e Paolo Romani (Sviluppo economico), e i vertici del Lingotto. L’amministratore delegato di Fiat, infatti, ha indicato al governo che delle condizioni perchè la testa del gruppo resti a Torino “se ne parlerà nel 2014”. Nessuno scongiuramento, dunque, ma solo uno slittamento della questione. E il problema resta ancora aperto e tutto da risolvere. Ma nell’incontro di ieri c’è stata la garanzia sugli investimenti e questa sembrerebbe essere la cosa più importante, perchè significa tecnologia, produzione, competitività, occupazione. Indipendentemente dal fatto che il cuore produttivo di un prodotto targato made in Italy possa essere traslocato negli Stati Uniti. Aggirato dunque il punto numero uno all’ordine del giorno della riunione, l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, ha ripetuto ai ministri il piano che già aveva annunciato : 20 miliardi di investimenti e la produzione di 1,4 milioni di auto in Italia nel 2014. Tanto Marchionne che il presidente John Elkann, quindi, “hanno confermato al governo l’intenzione di perseguire gli obiettivi di sviluppo della multinazionale italiana”. Nel corso del tavolo, a cui è seguito un confronto allargato agli enti locali con il governatore del Piemonte, Roberto Cota, il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta, e il sindaco del capoluogo piemontese Sergio Chiamparino, si è tornati anche sul futuro di Termini Imerese. “Il Governo ha detto a Fiat che ha fatto fino in fondo il suo dovere, togliendo dal campo le tensioni che ci sarebbero state con una chiusura di Termini Imerese”, ha sottolineato al termine il ministro Romani. Ma intanto lunedì sera è previsto il tavolo al ministero con i sindacati. Immediata la reazione del leader della Fiom, che parla di “nessuna garanzia che la Fiat resti in Italia”. Non c’è alcuna nuova notizia sugli investimenti e sul piano industriale e per Maurizio Landini “Marchionne non ha detto niente di nuovo e il governo ha fatto una pessima figura”. Ma il leader della Fiom ha osato anche di più nel dire che questo periodo di slittamento è solo strategico e servirà a Marchionne “solo per capire come andranno le cose alla Chrysler, se andranno bene trasferirà tutto là”.

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di Antonio Formisano
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