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Ma Cisl e Uil attaccano la Fiom: "Estremisti"

Fiat: oggi il reintegro forzato dei tre sindacalisti di Melfi


Fiat: oggi il reintegro forzato dei tre sindacalisti di Melfi
23/08/2010, 09:08

MELFI (POTENZA) - Oggi alle 14 ai cancelli di Melfi si presenteranno i tre sindacalisti della Fiom, licenziati dalla Fiat con l'accusa di aver bloccato un carrello automatico per impedire ad altri lavoratori di fare il loro lavoro durante uno sciopero e reintegrati dal giudice che ha ritenuto false queste affermazioni dell'azienda. Cosa accadrà? Entreranno al lavoro oppure prevarrà la decisione del colosso torinese, che ha inviato loro un telegramma invitandoli a non presentarsi oggi in fabbrica? Lo si vedrà oggi.
Intanto l'episodio acuisce la tensione tra i sindacati, con la Fiom che fa notare come la sentenza del giudice punisca il comportamento antisindacale della Fiat, a cui la casa automobilistica ha reagito con un altro comportamento antisindacale; e dall'altra Cgil e Cisl, che attaccano pesantemente il sindacato di sinistra dei metalmeccanici. Infatti, i segretari generali Angeletti e Bonanni in questi giorni hanno accusato la Fiom di reagire con estremismo agli atteggiamenti della Fiat (e da quando ricorrere al giudice contro un licenziamento ingiusto è "estremismo"? ndr), cosa che provoca un irrigidimento della controparte. Inoltre hanno chiesto al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, di intervenire sulla Fiom per moderarne le azioni. A questa dichiarazione ha risposto oggi lo stesso Epifani, in una intervista a Repubblica, in cui specifica che sono in gioco i diritti dei lavoratori e quindi "quando la Fiom difende i diritti indisponibili dei lavoratori, come è il caso della Fiat, io sono d'accordo e troverà sempre la Cgil al suo fianco". Frase a cui segue la solita parziale retromarcia, dati i rapporti tesi con il sindacato dei metalmeccanici: "Sulle questioni dei turni, degli orari e dell'organizzazione del lavoro dico alla Fiom che un sindacato deve contrattare di tutto e di più per rendere gli impianti più produttivi e per salvare e stabilizzare l'occupazione"

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di Antonio Rispoli
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