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"Anche noi chiediamo a Dio verità e giustizia per Elisa"

Figli ex pm su caso Claps:"Fieri di guardare negli occhi nostra madre"


Figli ex pm su caso Claps:'Fieri di guardare negli occhi nostra madre'
12/06/2010, 13:06

POTENZA (ANSA) -  "Io, Camillo e Caterina siamo fieri di guardarci negli occhi, come abbiamo sempre fatto, con nostra madre": si conclude così una lettera scritta al "Quotidiano della Basilicata" da Francesco Cannizzaro, 30 anni, figlio maggiore di Felicia Genovese, l'ex pm di Potenza che nel 1993 coordinò le prime indagini sulla scomparsa di Elisa Claps.

Mercoledì scorso, in un'assemblea promossa dall'associazione "Libera", a Potenza, la madre di Elisa Claps, Filomena Iemma, aveva detto che "non potrò mai perdonare quel pm (Felicia Genovese). Non so - aveva aggiunto - come faccia a guardare i suoi figli negli occhi". Oggi il "Quotidiano" pubblica la lettera di Cannizzaro, che racconta i giorni in cui alla madre fu assegnata la scorta e quando "a scuola, due uomini mi mostrarono il tesserino con il distintivo della Polizia e mi dissero che mi avrebbero aspettato fuori e che mi avrebbero accompagnato a casa".

Rivolgendosi alla "signora Filomena", Cannizzaro dice che "anche noi ogni giorno non facciamo che chiedere a Dio prima che agli uomini Verità e Giustizia per Elisa". Cannizzaro usa le due parole "Verità e Giustizia" che, fin dalla sera dello scorso 17 marzo, quando il cadavere di Elisa fu trovato nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità, hanno fatto da slogan alle manifestazioni di giovani e studenti potentini. "Sembrerà assurdo - Cannizzaro si rivolge ancora a Filomena Iemma - ma le nostre vite sono legate allo stesso destino: la Verità, quella vera, e la Giustizia, quella giusta, quella in cui mia madre mi ha insegnato a credere malgrado tutto, daranno pace e serenità a due madri e serviranno a ristabilire il giusto ordine delle cose a cui chiunque sia in buona fede dovrebbe anelare".

SOTTO CADAVERE BOTTONCINO CON TESSUTO ROSSO - Un bottoncino ricoperto di tessuto di colore rosso porpora è stato trovato vicino al luogo dove giaceva il cadavere di Elisa Claps dal medico legale Francesco Introna durante un secondo sopralluogo nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza eseguito il 27 marzo scorso, dieci giorni dopo il ritrovamento della salma. Accanto al cadavere, invece, sono state trovate, sempre nel corso del secondo sopralluogo, tracce microscopiche di tessuto rosso. E' lo stesso medico legale che, a pagina 72 della sua consulenza, dà conto dei nuovi ritrovamenti. Al bottoncino e al tessuto gli investigatori attribuiscono rilievo perché - viene fatto notare - certamente non c'entrano nulla con il cadavere. Per questo, soprattutto sul bottone, sono in corso analisi merceologiche da parte dei periti nominati dal gip del tribunale di Salerno.

"Grazie all'ausilio del Crimescope (uno strumento che permettere di rilevare o meglio evidenziare tracce poco visibili ad occhio nudo, ndr) - scrive Introna nella sua consulenza - si individuarono, in corrispondenza del sito di giacitura della salma, alcune fribre rifrangenti, che, a luce normale, si rilevarono essere di colore rosso, nonché, in tutta prossimità dell'angolo fra pavimento e muro verticale, un bottone tondeggiante con ancora adese fibre di colore rosso". Il bottoncino potrebbe, in via teorica, essere stato strappato dalla vittima al suo aggressore; le fibre, invece, potrebbero essere anche di un telo, o di un frammento di esso, usato, sempre in via ipotetica, per coprire il cadavere.

AVVOCATO, NOTIZIE SONO MOSAICO SU ESTRANEITA' RESTIVO
- "Aspettiamo gli esiti degli incidenti probatori però ribadiamo l'estraneità di Restivo. Le notizie che stanno emergendo sono piccolo tessere di un mosaico complessivo su cui costruiremo la base per affermare la perfetta estraneità di Restivo". Lo ha detto all'ANSA Mario Marinelli, avvocato di Danilo Restivo, indagato per l'omicidio di Elisa Claps, riferendosi ai primi esami compiuti dai periti sui reperti prelevati dal sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il cadavere della studentessa potentina è stato trovato lo scorso 17 marzo.

Marinelli ha riferito che "prossimamente andrà in Inghilterra per incontrare Restivo, ma soprattutto per incontrare l'avvocato che lo sta seguendo lì". Restivo si trova in un carcere inglese dallo scorso 19 maggio con l'accusa di aver ucciso Heather Barnett il 12 novembre, una sarta che abitava di fronte casa sua, a Bournemouth, nel Dorset.

L'avvocato Marinelli invita "nani, ballerine e corvi che si erano lanciati sulla responsabilità di Restivo" per l'omicidio di Elisa Claps "a dubitare". L'avvocato ha aggiunto che "nei suoi libri la professoressa Cristina Cattaneo (uno dei periti dell'incidente probatorio) definisce i ritrovamenti dei Dna sulle scene del crimine come 'certezze provvisorie' perché non sempre dimostrano la colpevolezza. Evidentemente - ha continuato Marinelli - anche in questo caso ci troviamo di fronte a 'certezze provvisorie' che stanno peraltro cominciando a crollare".

Fonte: Ansa

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di Redazione
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