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Sentenza della Cassazione

Figlia da mantenere finché non lavora, anche se quarantenne

Un'altra sentenza definisce i diritti degli ex coniugi

Figlia da mantenere finché non lavora, anche se quarantenne
23/03/2012, 21:03

La figlia che non lavora, anche se quarantenne, deve essere mantenuta dal padre separato. E’ una sentenza della Corte di Cassazione che di sicuro farà discutere. Il tribunale ha ribaltato la decisione della Corte d’Appello di Venezia che aveva dato ragione, nel 2006, ad un ex marito che non voleva più sostenere economicamente la figlia che all’epoca aveva 35 anni. “L’obbligo del genitore separato di concorrere separato di concorrere al mantenimento del figlio – si legge - non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest'ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio abbia raggiunto l'indipendenza economica, oppure sia stato posto nella condizione di poter essere economicamente autosufficiente”.

I DIRITTI DEGLI EX – Altra sentenza che animerà il dibattito è la 4551 della Corte di Cassazione: i divorziati hanno diritto a costruirsi una nuova famiglia dopo il primo matrimonio e non può essere questa una “scelta individuale non necessaria”. In sintesi, la suprema corte ha bocciato la protesta di una ex moglie. Giuseppina M. aveva fatto ricorso contro la riduzione dell'assegno di mantenimento per la figlia maggiorenne, Francesca R., passato da 469 a 250 euro mensili dopo il verdetto con il quale la Corte di Appello de L'Aquila - nel giugno 2007 - aveva constatato che l'ex marito Marco R. aveva una “situazione economica sostanzialmente peggiorata in quanto si era risposato e aveva avuto un figlio e il nuovo nucleo familiare era interamente a suo carico”. Secondo la ex moglie, l'assegno per Francesca non doveva essere ridotto in quanto “la formazione di una nuova famiglia e la nascita di un altro figlio, oltre a non legittimare di per sé una diminuzione del contributo per il mantenimento dei figli nati in precedenza, sono state il frutto di scelte volontarie di Marco R., subite passivamente ed inconsapevolmente dalla primogenita”.

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di Gaia Bozza
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