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Filippine: rilasciato lo svizzero, italiano ancora in ostaggio


Filippine: rilasciato lo svizzero, italiano ancora in ostaggio
19/04/2009, 22:04

E' ricomparso dalla giungla nella notte fra venerdì e sabato anche l'ostaggio svizzero che si trovava nelle mani dei filippini di Al Qaida. I motivi della sua liberazione non sono ancora chiari, potrebbe essere stato solo un colpo di fortuna, un'abile operazione dei militari, l'aiuto degli americani o la mediazione dei preti islamici locali. L'unica cosa certa è Eugenio Vagni, ultimo ostaggio della Croce Rossa Internazionale, è ancora nelle mani dei terroristi del gruppo armato Abu Sayyaf. L'ostaggio italiano, tra l'altro, ha un'ernia che dovrebbe essere operata al più presto e probabilmente è anche ferito.
Tutti si aspettavano la sua liberazione, poichè il tecnico 62enne è il più anziano dei tre ostaggi catturati il 15 gennaio nel sud delle Filippine. Alcune fonti vicine ai mediatori dichiarano che non tutto è perduto. La liberazione di Vagni potrebbe avvenire da un momento all'altro.

Intanto Andreas Notter, lo svizzero 38enne liberato ieri, dice di essere preoccupato per il suo compagno italiano. L'uomo infatti soffriva di ipertensione e durante gli spostamenti nella giungla aveva avvertito dolori sempre più forti all'ernia. Vagni, però, martedì scorso era riuscito a parlare a telefono con la moglie filippina che ora vive in Italia e con i funzionari della Croce Rossa Internazionale. Ma durante la telefonata l'uomo non ha parlato di nessuna ferita.

I terroristi il 2 aprile avevano liberato l'unica donna in ostaggio, la filippina Mary Jean Lacaba, in cambio di un risarcimento secondo la stampa locale. Venerdì scorso le cose sono andate diversamente. Alcuni preti islamici locali  stavano trattando con i capi di Abu Sayyaf per il rilascio di almeno un ostaggio. A questo punto i sequestratori si sono divisi in due gruppo, dividendosi anche gli ostaggi. Secondo Ronaldo Puno, segretario degli Interni, le forze di sicurezza ha persuaso i fondamentalisti islamici. «Non potevano portarlo con sé e allora lo hanno abbandonato», ha spiegato. Probabilmente i sequestratori stavano cercando di rompere l'assedio dei militari, oppure i corpi speciali li hanno costretti ad una tale fuga da non permettergli di portare via l'ostaggio. Non è un caso, infatti, che subito dopo la liberazione si vede Notter, in una fotografia, che ha alle spalle un ufficiale americano. L'ostaggio svizzero è stato trovato nella giungla che zoppicava dalla polizia e dai paramilitari civili. Un soccorritore ha affermato che date le condizioni fisiche si pensava che fosse Vagni. Gilbert Teodoro, il ministro della Difesa filippino, aveva dichiarato 24 ore prima che importanti sviluppi nei negoziati potevano preludere al rilascio di Vagni.

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di Redazione
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