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Tutta l'operazione è avvenuta nel massimo segreto

Finanziere turco rapito, la polizia arresta 9 persone e lo libera


Finanziere turco rapito, la polizia arresta 9 persone e lo libera
27/05/2010, 10:05

BOLOGNA - Rapimento risolto in un lampo, per la Polizia italiana. Lo scorso 14 maggio una persona di nazionalità turca era stata rapita a Rimini. Si tratta del proprietario di un istituto di credito statunitense, in vacanza in Italia, per cui era stato chiesto un ingente riscatto: la collaborazione di quella banca USA per una operazione finanziaria da 27 miliardi di euro. Tuttavia bisognava fare presto, perchè il finanziere rapito è cardiopatico e non avrebbe potuto sopravvivere a lungo senza le sue medicine.
Così la Polizia ha evitato di informare la stampa e, tenendosi nel massimo riserbo, ha cominciato le indagini, ponendo diversi telefoni sotto controllo e monitorando le conversazioni che venivano fatti con diversi sistemi: telefoni Voip, Skype, e-mail. Dopo soli quattro giorni, il colpo di fortuna: una delle persone messe sotto controllo parla con il capo della banda di sequestratori. E così si scopre che l'ostaggio è a Roma, e si organizza immediatamente il blitz, con il conseguente arresto di quattro persone, tre italiani ed un etiope.
Poi il finanziere turco viene portato in ospedale e curato, mentre inizia la collaborazione per individuare anche gli altri complici. E così questa mattina è scattata l'operazione, coordinata dalla Procura di Bologna, che ha portato all'arresto degli altri cinque affiliati alla banda, tutti italiani. Ora i nove dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, sequestro di persona ed altri reati.

Una nota: se la legge sulle intercettazioni fosse stata in vigore, nessuno avrebbe potuto pubblicare questa notizia e gli inquirenti non avrebbero potuto mettere sotto controllo i telefoni delle persone coinvolte, perchè inizialmente non sapevano chi fossero i responsabili. Le prime intercettazioni sono state fatte un po' a caso, puntando su persone sospette. Dopo di che è stata individuata la persona giusta e sono stati messi sotto controllo coloro che parlavano con lui, altra cosa vietata dalla legge sulle intercettazioni. Insomma, se il rapimento l'avessero fatto con la legge sulle intercettazioni in vigore, la Polizia non sarebbe mai giunta in tempo a liberare il finanziere turco che, essendo cardiopatico, sarebbe potuto morire.

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di Antonio Rispoli
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