Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Vertice sindacati-governo. Operai in protesta a Roma

Fincantieri fa retromarcia. Ritirato il piano anti-crisi

Per il rilancio, tavoli regionali e collaborazione Ue

Fincantieri fa retromarcia. Ritirato il piano anti-crisi
03/06/2011, 16:06

ROMA - Fincantieri fa retromarcia e ritira il piano anti-crisi che prevedeva il taglio di 2.551 posti di lavoro, oltre la chiusura degli stabilimenti di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia e il ridimensionamento di quello di Riva Trigoso. La notizia, arrivata dopo un vertice svoltosi all’Eur tra governo e sindacati, nella sede distaccata del ministero per lo Sviluppo Economico, è stata salutata con favore non solo dal ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. Grande soddisfazione, infatti, è stata espressa anche dagli oltre 2.000 operai giunti nella Capitale per protestare: i lavoratori hanno salutato il ritiro del piano anti-crisi, messo a punto giorni fa da Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, con un lungo applauso. “Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno – sono state queste le parole dell’Ad Giuseppe Bono durante il Tavolo con il governo - Sono una persona che si assume le sue responsabilità, ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno”. “Ritiro il piano – ha concluso Bono – e spero si possano esorcizzare le tensioni”.
Tale decisione, benché il segretario generale della Fiom di Genova Franco Grondona abbia detto che si tratta “di un primo risultato importante”, ma che comunque “la battaglia continua”, pare abbia avuto come prima conseguenza la fine, dopo 260 ore consecutive, del blocco della portineria del cantiere di Riva Trigoso a Genova. Ora l’ipotesi per il futuro arriva dal ministro Romani, che propone la costituzione di tavoli regionali e la collaborazione Ue in vista del rilancio. Si tratta di promuovere con le Regioni interessate ai più importanti interventi infrastrutturali, Campania e Liguria, fin dalla prossima settimana, “specifici tavoli di confronto per la definizione di adeguate soluzioni industriali”. A questo fine, saranno predisposti sotto la regia del ministero dello Sviluppo Economico, gli strumenti più idonei per il sostegno anche finanziario dei processi di investimento che si renderanno necessari. Tutte le Parti e le Istituzioni interessate alle prospettive di “Fincantieri”, saranno convocate presso il ministero dello Sviluppo Economico per la conclusione del confronto e la auspicata sottoscrizione di una intesa generale che risponda alle esigenze di sviluppo industriale e di salvaguardia della occupazione.

FORMISANO: ERA UNA MANOVRA ELETTORALE - ''Lo avevamo detto subito. Il piano di tagli ed esuberi era una manovra elettorale. La vigilanza democratica delle maestranze e delle forze democratiche ha sconfitto un puerile e maldestro tentativo di mettere in crisi le forze politiche e sindacali piu' vicine al mondo del lavoro e alla vertenza-Fincantieri''. Ad affermarlo e' il vicepresidente della Commissione bicamerale per la Semplificazione e segretario regionale di Idv Campania Nello Formisano. ''Dopo il ritiro del piano, adesso occorre che il Governo faccia il salto di qualita' e noi dell'Idv vigileremo affinche' cio' avvenga. Infatti non possono bastare le sole commesse della 'Deiulemar' di Torre del Greco, ma occorre un serio piano nazionale'', conclude Formisano.

PD, STOP PIANO EVIDENZIA ASSENZA GOVERNO - ''La notizia del ritiro del piano industriale da parte di Fincantieri va accolta con favore, ma va detto con chiarezza che la decisione presa dall'azienda rende oggi ancora piu' evidente il vuoto di iniziativa che ha fin qui caratterizzato l'azione del governo in materia di politiche industriali. Se chi ne aveva il compito si fosse assunto per tempo le proprie responsabilita' oggi non saremmo a questo punto''. Lo affermano gli europarlamentari del Pd Sergio Cofferati e Andrea Cozzolino. ''Ora - aggiungono i due eurodeputati del Pd - bisogna ripartire dalla definizione di un piano europeo per la riorganizzazione del sistema cantieristico e per il sostegno della domanda attraverso la rottamazione, al quale deve fare seguito una coerente scelta di politica industriale nazionale che preveda il mantenimento di tutti i cantieri esistenti, affidando a ognuno di essi una specifica missione''. Ai tavoli regionali, aggiungono gli europarlamentari, ''ora il decisivo compito di individuare proposte efficaci per la ristrutturazione dei cantieri liguri e di Castellammare. Va pero' detto che, a differenza della Regione Liguria, che si e' mossa per la difesa dei suoi cantieri, dalla Regione Campania e' finora arrivato solo un assordante silenzio e anche oggi il presidente Caldoro si e' limitato alle solite frasi di rito prive di qualunque proposta operativa. Diventa percio' molto importante la definizione di un quadro di insieme, a partire dall'incontro che avremo a Strasburgo martedi' prossimo con il vice presidente Tajani''.
 
PAOLO ROMANO: PRIMO PASSO CONCRETO - “Il ritiro da parte di Fincantieri del piano industriale che prevedeva la chiusura dello stabilimento di Castellammare appare il primo concreto passo verso una nuova e positiva logica di contesto nella quale realizzare il rilancio possibile di una realtà industriale a dir poco centrale per l’economia della Campania”. Così, il presidente del Consiglio Regionale della Campania, Paolo Romano, per il quale “siamo di fronte ad un ottima notizia, ad un segnale di positiva apertura di cui diamo atto a Fincantieri, ma anche di fronte ai primi frutti di un impegno che ha visto il Governo, la Regione nelle sue diverse articolazioni dell’Esecutivo e del Consiglio, il Comune di Castellammare e le organizzazioni sindacali produrre un proficuo sforzo comune. Un impegno istituzionale condiviso che, come sempre accade quando si lavora ciascuno per la propria parte tutti insieme, non manca mai di dare buoni frutti”. “Oggi, possiamo dunque confidare più di ieri che la forte condivisione degli obbiettivi e il lavoro comune - ha concluso Romano - sapranno scongiurare il rischio che la crisi della cantieristica in Italia, ed in particolare nella nostra regione, un settore da sempre fiore all’occhiello del nostro sistema produttivo, si trasformi in un tracollo”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©