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Bocchino:"Fiducia al governo garantita fino alla fine"

Fini a Letta:"Non attaccatemi più"


Fini a Letta:'Non attaccatemi più'
19/08/2010, 16:08

ROMA - Gianfranco Fini sembra definitivamente deciso a mettere preciso ordine all'interno della sua nuova corrente e stabilisce, difatti, che "Futuro e Libertà" non porgerà più il fianco alle infinite (e spesso pietose) querelle lanciate dai giornali berlusconiani ed alimentate, fino ad oggi, dai controfendenti di Fare Futuro e dei vari colonnelli fedelissimi.
La conferma della nuova strategia, tra l'altro, arriva anche da Italo Bocchino che, infatti, assicura:"
garantiremo la fiducia al governo per l’intera legislatura". Insomma, da parte degli uomi dell'ex aennino, non ci saranno sgambetti o colpi bassi alla maggioranza. Il leader della nuova corrente, al contempo, ha fatto sapere che non intende più rispondere con continue smentite al "delirio diffamatorio" ordito ai suoi danni in particolare da "Il Giornale". Non solo: in occasione della cerimonia della camera ardente di Francesco Cossiga, il presidente della Camera ha preso sottobraccio Gianni Letta e gli ha suggerito un paio di messaggi per il Cavaliere.
Fini ci ha tenuto così a precisare che, chi attacca le istituzioni  (quindi anche Montecitorio) per "alimentare i conflitti" non fa altro che "arrecare un danno al paese". E dunque sarà il tribunale e non più la pagina di qualche quotidiano a chiarire la spinosa e controversa "questione montecarlo".
Per il resto, tornando a Bocchino, "non c'è nessuna crisi di governo in atto" e "la crisi può aprirla soltanto Berlusconi con le sue dimissioni o il PdL negando la fiducia al governo". In quel caso, precisa ancora il finiano doc, sara il presidente del Consiglio a "rompere il patto con gli elettori"; chiamando nuovamente in causa il Parlamento che non potrà, arrivati a quel punto, evitare di esprimersi valutando ogni possibilità prevista dalla Costituzione; governi tecnici di transizioni compresi.
Prima di concludere il suo discorso, il capogruppo a Montecitorio, lancia una fiondata; ricordando che  è stato proprio il Cavaliere ad aver "violato il patto con gli italiani" silurando "senza contraddittorio e in maniera illiberale" la terza carica dello Stato. Nonostante quello che viene dunque ancora considerato una vero e proprio torto, i rappresentanti di Fli sono disposti a favorire una "forte intesa per un chiaro e netto patto di legislatura che veda insieme i contraenti del patto con gli elettori. Quindi Berlusconi, Fini e Bossi".
Eppure, la truppa finiana, appare a molti già stanca e vittima della fastidiosa e caotica ambiguità dichiarazionista. Il tira e molla continuo che pietre lanciate e mani goffamente ritirate dopo essere state tra l'altro individuate di sicuro non fa bene all'appeal elettorale dell'ex numero uno di An. La vicenda di Montecarlo appare poi effettivamente più nebulosa di quanto si voglia far credere; con un Fini che non sembra poi così diverso dai vari politici-piazzisti assetati di potere ed ingordi fino all'estremo nella gestione dello stesso.

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di Germano Milite
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