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L'ex leader di An:"Vicini a chi combatte la criminalità"

Fini accoglie Saviano a Montecitorio


Fini accoglie Saviano a Montecitorio
11/05/2010, 20:05

MILANO - Voleva "sgomberare il campo dagli equivoci" e dimostrare con forza "la vicinanza delle istituzioni" e così, Gianfranco Fini, ha ospitato a Montecitorio Roberto Saviano; negli ultimi giorni bersaglio di poderose critiche da parte di Silvio Berlusconi ed Emilio Fede. Tre quarti d'ora di colloquio tra il presidente della Camera ed il noto giornalista partenopeo che sono serviti per esprimere "grande stima e considerazione" a chi combatte con coraggio contro mafia e camorra.
Dallo staff finiano fanno sapere che, l'incontro, era stabilito già da tempo e che dunque non deve essere lasciato troppo spazio a maliziosi pensieri che volevano l'ex leader di An agire nuovamente in controtendenza rispetto al proprio alleato. Ancora vive nella memoria sono infatti le numerose polemiche che hanno coinvolto proprio Saviano a causa delle dichiarazioni del Premier che, citando l'autore di "Gomorra", aveva parlato di un cattivo esempio di "campagna promozionale" operata in favore della malavita organizzata  da certa letteratura, determinata cinematografia e lo stesso scrittore edito dalla sua casa editrice. Saviano minacciò di laciare la Mondadori e, ancora adesso, sembra non aver digerito le accuse di alleanza indiretta con la camorra lanciate dal presidente del Consiglio. Poco dopo, ad aumentare una tensione già molto alta, furono poi le affermazioni di Emilio Fede che, durante il Tg 4, disse testualmente:"Ci sono state in questi giorni polemiche anche su Saviano- Per carità, ma non è lui che ha scoperto la lotta alla camorra, non è lui il solo che l'ha denunciata, ci sono registi, magistrati che l'hanno combattuta... E sono morti. Lui è superprotetto, è giusto che lo sia, ma non se ne può più".
Eppure, nonostante l'obbligata diplomazia di facciata, fu chiara a suo tempo la risposta che Fini riservò alla considerazione del Cavaliere:"Quando Berlusconi dice che Saviano con 'Gomorra' rende la criminalità italiana più forte nel mondo, è meglio che queste affermazioni non le faccia"; tuonò infatti la terza carica dello Stato.
E così, a distanza di qualche giorno, il fautore della nuova e non ancora ben definita corrente interna al Pdl, incontra con grande riserva l'ultimo oggetto delle negative attenzioni berlusconiante. Un altro messaggio di dissenso nemmeno poi tanto velato al leader della maggioranza? Per molti la risposta è decisamente affermativa.  

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di Germano Milite
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