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Dure reazioni anche da parte della maggioranza

Fini bacchetta Marchionne:"Fiat grande grazie allo Stato"


Fini bacchetta Marchionne:'Fiat grande grazie allo Stato'
25/10/2010, 19:10

ROMA - "Marchionne mi sembra che domenica abbia dimostrato, pur essendo italo-canadese, di essere più canadese che italiano". Questo il fendente che Gianfranco Fini ha riservato a Sergio Marchionne dopo aver ascoltato l'intervista rilasciata dall'ad alla trasmissione "Che tempo che fa".
E così, dopo le picconate dei sindacati (in particolare della Fiom) e praticamente di ogni esponente dell'opposizione, il numero uno del Lingotto si vede bacchettato anche dal presidente della Camera e da buona parte della maggioranza. In particolare, l'aspetto che ha reso decisamente poco tollerabile l'intervista di Marchionne, è stata la considerazione secondo la quale "senza l'Italia la Fiat farebbe meglio". E' stata proprio questa asserzione, difatti, a provocare la decisa e piccata reazione di Fini:"Ha detto una cosa naturale per il top manager canadese. Ma è un po’ paradossale che lo dica l’amministratore delegato della Fiat, Fabbrica Italiana Automobili Torino, perché se la Fiat è un grande colosso lo deve al fatto che è stato per grandissimo tempo il contribuente italiano, lo Stato, a impedire alla Fiat di affondare".
Dopo aver esternato la propria discordanza dalle affermazioni di Marchionne, la terza carica dello Stato ha poi ammesso:"Il nostro è un Paese che per mille ragioni ha una scarsa capacità di attrarre capitali, e competitività del lavoro". In conclusione, rivolto alla platea dei giovani studenti delle scuole superiori di Rovigo, l'ex leader di An ha lanciato una riflessione che a molti è parsa condivisibile: "l'Italia - ha detto - deve sapere che non riuscirà a vincere la competizione puntando sulla quantità, deve farlo puntando sulla qualità".

SACCONI IN ACCORDO CON FINI
E se i sindacati (e non solo) contestano all'ad del Lingotto una profonda incompentenza imprenditoriale ed una pericolsa predilezione per lo schiavismo aziendale, di sicuro non potranno non riconoscergli il grande merito di aver fatto trovare in accordo Fli e Pdl almeno su di un punto. Secondo il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, Marchionne "parla come fosse a capo di una multinazionale straniera" e dimentica "che i sindacati e le istituzioni si sono già rese concretamente disponibili ai necessari cambiamenti".
Persino Fabrizio Cicchitto, solitamente poco critico con l'italo-canadese, ha giudicato negativa la linea di pensiero espressa dal Lingotto durante la trasmissione di Fabio Fazio: il capogruppo dei deputati del Pdl, difatti, ha parlato senza mezzi termini di "posizioni estreme" esternate dall'azienda torinese. Posizioni che "possono dar vita a reazioni estreme da parte dei sindacati". Anche per Chicchitto, dunque,  "Marchionne ha fatto il passo più lungo della gamba".
Perplesso è apparso pure 
Pier Luigi Bersani:"Esiste un problema dell’auto - ha infatti osservato il leader del Pd - ma dipende da quale è il modello che abbiamo in testa, se la Cina o la Serbia o la Germania, la Francia e la Spagna. Io dico che dobbiamo avere in testa l’Europa e per farlo serve un patto sociale".

SOLIDARIETA' DA CASINI, NO COMMENT DI NAPOLITANO
Unico a dimostrarsi più che comprensivo nei confronti del numero uno della Fiat è Pier Ferdinando Casini:"Non va demonizzato - ha asserito leader dei centristi -, anche se la Fiat ha ricevuto ingenti contributi dallo Stato, ha cento ragioni, come quando parla di perdita della competitività in Italia o degli stranieri che non investono nel nostro Paese. Dice cose sacrosante, non riesco a dargli torto. Bisogna rendersi conto della realtà, altrimenti la Fiat chiude le saracinesche delle fabbriche e va in Serbia".
In ultimo, come riporta anche il Corriere, nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata da parte del Presidente Giorgio Napolitano. Intervistato dall'Ambasciata italiana a Pechino proprio sulle controverse dichiarazione di Marchionne , il Capo dello Stato ha difatti scelto una risposta smarcante:"Ottomila chilometri di distanza mi permettono di dare solo un'occhiata in fretta alle dichiarazioni di Marchionne".

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di Germano Milite
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