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"So che Berlusconi non c'entra nulla con la mafia"

Fini: "Non ho niente da spiegare"


Fini: 'Non ho niente da spiegare'
02/12/2009, 17:12

Dopo il polverone di dubbi ed acrimonie sollevato dal video lanciato su Repubblica tv, Gianfranco Fini interviene in diretta a Ballarò ma, ancor prima che gli si possa porre la prima domanda, ci tiene a precisare che la sua telefonata non serve a spiegare o chiarire quella che in tanti hanno bollato come una gaffes ma, al contrario, "solo a ribadire alcuni concetti". Tra questi concetti, come intuibile, c'è quello secondo il quale "Berlusconi non c'entra niente con la mafia". Per Fini, dunque, nessun coperchio dello scandalo è stato sollevato. "Come risulta evidente dal filmato- dichiara infatti il presidente della Camera-  le cose che dico in privato le dico anche in pubblico".
La terza carica dello stato, accusata da più parti(ti) di fare il doppio gioco e di tramare alle spalle del Premier, prova a giustificare le parole pronunciate durante il fuorionda; ricordando che aveva già riferito a Berlusconi i medesimi appunti mossi al magistrato Nicola Trifuoggi e, cioè, la necessità di procedere con la massima cautela e professionalità per verificare le dichiarazioni del petito Spatuzza. "Non perdo la fiducia nella magistratura - ha poi aggiunto Fini -
perché quando penso alla magistratura e alla mafia penso a Falcone e a sua moglie, a Paolo Borsellino che ho conosciuto, a Chinnici, ecc. Penso cioè, pur con tutti gli errori che possono commettere, alla magistratura che nella lotta alla mafia merita assoluto e totale rispetto. Se io perdessi la fiducia nella magistratura perderei fiducia nella democrazia".
Ma lo sforzo di coerenza l'ex leader di An lo fa quando dichiara che "Berlusconi ha il diritto di governare ma ha anche il dovere di rispettare gli altri poteri". Quelli che si aspettavano il capo chino da parte di Fini dopo le roboanti dichiarazioni di alcuni esponenti del Pdl che ulravano a gran voce "Fuori dal partito", si sono probabilmente trovati spiazzati quando, il presidente della Camera, ha insistito sulla linea della critica pacata ma pungente al capo del Governo e, rivolgendosi al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ospite in studio, ha dichiarato che: "Io sono presidenzialista convinto dai tempi in cui lui militava col Pci, non ho cambiato opinione" ma "il presidenzialismo che c'è negli Stati Uniti o in Francia presuppone che ci sia da parte del capo dell'esecutivo innanzitutto rispetto verso gli altri poteri che in una democrazia ben organizzata garantiscono pesi e contrappesi".
Non pago Fini ha poi precisato che l'elezione di Berlusconi da parte del popolo italiano è legittima ma formalmente impropria dato che "noi siamo una democrazia parlamentare ma sulla scheda elettorale c'è il nome del capo del candidato premier". Chi governa ha dunque il dovere di rispettare tutti gli altri poteri come "quello giudiziario, il Parlamento e ovviamente tutti gli organismi di garanzia che nella nostra Costituzione ci sono e hanno prerogative ben precise, la Corte Costituzionale, il Capo dello Stato, le varie magistrature".
Ad un certo punto Bondi ha provato a ribattere, obiettando che "non c'è identico rispetto di una parte della magistratura nei confronti del potere politico". Fini, come di consueto, non si è scomposto e si è congedato con un chiaro "
credo che i telespettatori abbiano compreso il senso delle mie dichiarazioni". Probabilmente, i telespettatori, hanno compreso il senso delle dichiarazioni del presidente della Camera ma, a quanto sembra, è proprio all'interno del Pdl che i vari Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Scajola, Bondi, Alfano, Bossi, Calderoli, Castelli, La Russa e via discorrendo soffrono di difficoltà comunicative. Pierluigi Bersani non si fa sfuggire l'occasione e parla di "grande confusione nel centrodestra"; la stessa di cui soffriva (soffre?) il centrosinistra.

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di Germano Milite
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