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Il leader Fli, a Reggio Calabria, critica Silvio Berlusconi

Fini:"Chi vince le elezioni non si trova al di sopra della legge"

Berlusconi:"Non fuggo e non mi dimetto"

Fini:'Chi vince le elezioni non si trova al di sopra della legge'
23/01/2011, 12:01

REGGIO CALABRIA - Sul sexygate che ha investito Silvio Berlusconi, Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora, Gianfranco Fini non ha alcun dubbio:"La legge è uguale per tutti e chi sbaglia deve pagare". Dopo alcuni mesi di silenzio e di diplomazia dialettica, il leader di Fli torna ad attaccare pubblicamente il premier su quello che è probabilmente lo scandalo più imponente (ed imbarazzante) esploso nell'era Berlusconi.
Riferendosi in particolare ai continui ed ossessivi riferimenti del Cavaliere in tema di "sacra volontà popolare che i magistrati non rispettano", l'ex numero uno di An ha precisato ancora una volta il suo pensiero:"Chi vince le elezioni non è al di sopra della legge"

BERLUSCONI:"NON FUGGO E NON MI DIMETTO"
Quasi in contemporanea, attraverso un collegamento telefonico effettuato durante un convegno del Pdl, Silvio Berlusconi, definendo il partito del suo ex braccio destro solo un fuoco di paglia, ha assicurato:"Non mi dimetto, per l'Udc e Fli ora sarei io che aggredisco perché reagisco a un autentico tentativo eversivo".

FINI:"FLI E' NATA PER UN MOTIVO PRECISO"
Dal canto suo, al convegno di Futuro e Libertà organizzato a Reggio Calabria, Fini ha dichiarato sibillino:"Ho il dovere di ricordare al presidente del Consiglio che Fli è nata per l'impossibilità nel Pdl di affrontare certe questioni, di dire scomode verità e soprattutto perché abbiamo pensato fosse un dovere morale dimostrare che a certi principi noi crediamo davvero. Perché in certi momenti tacere diventa essere corresponsabile. In tanti hanno capito perché nasce, ovvero perché non ce la sentivamo di non dire, di tacere. Perché quando si arriva a dire che Vittorio Mangano e' un eroe, o si ribadisce che non e' vero oppure si diventa complici" .
Il presidente della Camera non trattiene poi nemmeno le critiche riguardo la pioggia di sberleffi assicurata dalla stampa estera:"Non voglio infierire - ha infatti osservato - ma il buon nome dell'Italia, da qualche tempo a questa parte, viene sottoposto a dure critiche solo per i comportamenti di chi l'Italia la rappresenta". Un messaggio eloquente e duro, pubblicamente e platealmente rivolto al capo dell'esecutivo ed a quelle che Fini definisce "autentiche richieste di impunità". In riferimento alla dichiarata intenzione del Cavaliere di non presentarsi dinanzi ai giudici, il leadr Fli ha difatti lanciato un'ultima stoccata:"Quando si è oggetto di indagini complesse, che gettano una luce particolarmente negativa, dire non mi muovo o non considero possibile essere sottoposto ai magistrati è una richiesta evidente di impunità".

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di Germano Milite
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