Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

I candidati:"La prova è stata semplice, giusto farla"

Firenze: al primo test d'italiano per immigrati un solo bocciato

Per chi ha superato la prova,garantito permesso di soggiorno

Firenze: al primo test d'italiano per immigrati un solo bocciato
17/01/2011, 21:01

FIRENZE - Sedici promossi su diciassette partecipanti: un quasi 100% di successo per gli immigrati che, all'interno della scuola media Beato Angelico, a Firenze, hanno sostenuto il primo test d'Italiano per stranieri grazie al quale potranno ottenere il tanto ambito permesso di soggiorno a tempo inderminato.
Prima caratteristica richiesta dal ministero per gli Interni per poter accedere alla prova, è la permamenza continuata nel nostro paese per almeno 5 anni. Gli esaminati, tutti sorridenti e soddisfatti della prova appena conclusasi, si sono detti in accordo con la necessità di effettuare un test per valutare la conoscenza dell'Italiano e, con grande sincerità, hanno descritto l'esame come per nulla difficile e non pensato per metterli in difficoltà. 
Come racconta anche "Il Messaggero", i candidati sono stati disposti all'interno dell'auditorium scolastico su file composte da 4 banchi ciascuna. L'esame è stato diviso in 6 prove a loro volta composte da tre capitoli, ascolto, comprensione della lettura e produzione scritta. Tra le prove scritte la classica lettera-cartolina da inviare all'amico per invitarlo a trascorrere in Italia una periodo di vacanze (stesso tipo di esercizio che si richiede ad esempio durante le prove scritte di lingua  inglese che si effettuano nelle scuole medie superiori e nelle università).
L'esame si è comunque trasformato in un vero e proprio evento mediatico, con flotte di giornalisti ed operatori di ripresa assiepati all'esterno dell'edificio e pronti ad intervistare i candidati. Tra questi ultimi c'erano in prevalenza tunisini e senegalesi ma anche colombiani, filippini ed una russa.
Se gli stessi immigrati si dicono concordi con il test d'Italiano per sentirsi a tutti gli effetti parte della società italiana, non v'è a questo punto motivo per urlare al "provvedimento razzista" o per innalzare barricate. Piuttosto, sarebbe indicato proporre lo stesso test (aggiungendo domande di diritto Costituzionale e di storia politica) anche a chi siede in Parlamento.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©