Cronaca / Giudiziaria

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Sollecito è in aula, non Amanda Knox

Firenze: omicidio Meredith, si discute dell'arma del delitto


Nella foto, l'imputato Raffaele Sollecito
Nella foto, l'imputato Raffaele Sollecito
06/11/2013, 11:53

FIRENZE - Inizia oggi una nuova udienza del processo d'appello a Firenze, per l'omicidio di Meredith Kerchner. Al centro dell'attenzione i risultato del nuovo esame sul coltello che, secondo l'accusa, è l'arma del delitto. 
Infatti, è noto che, quando si usa un coltello per uccidere una persona - come nel caso della Kerchner - anche chi lo maneggia rimane ferito, dato che, per inerzia, le dita o il palmo della mano finiscono sulla lama. E' stata analizzata una traccia di Dna presente vicino all'impugnatura, che mostra notevoli profili di somiglianza con il Dna di Amanda Knox. Una tesi che la difesa controbatte facendo presente che la Knox viveva in quella casa e quindi è normale che ci possa essere del Dna su di un coltello usato da lei chissà quante volte.
In aula è presente Raffaele Sollecito, che al suo ingresso in aula non ha voluto parlare con i giornalisti. Assente invece la Knox, che ormai è in America, al sicuro da qualsiasi condanna della magistratura italiana. Sollecito ha anche rilasciato una dichiarazione spontanea: "Mi hanno descritto come un assassino spiegato, non sono niente di tutto questo. Al momento io una vita reale non ce l'ho. Ho conosciuto Amanda e fu il mio primo vero amore. Fu tardi perché ero riservato. Quando avevamo 20 anni  c'era tutto nella nostra mente fuorché una visione di disprezzo dell'essere umano come ci descrive chi ci accusa. Anche io come la mia famiglia, sono sempre stato una persona onesta".

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di Antonio Rispoli
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