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Ma anche le altre città toscane sono nei guai

Firenze: saltano 16 udienze per mancanza di benzina alla Polizia


Firenze: saltano 16 udienze per mancanza di benzina alla Polizia
08/10/2011, 16:10

FIRENZE - Dopo tanti allarmi inascoltati è successo: negli ultimi giorni a Firenze, sono saltate 16 udienze in Tribunale. E la causa è sempre la stessa: non è stato possibile trovare un mezzo che avesse un po' di benzina sufficiente a trasferire i detenuti. Addirittura alcuni Gip si sono dovuti recare in carcere a Sollicciano pagando la benzina di tasca propria, in quanto c'erano udienze di convalida da fare con urgenza e non era possibile spostare i detenuti.
E questo non per cattiva volontà, ma semplicemente perchè i fondi messi a disposizione dello Stato sono talmente insufficienti, che erano già finiti a luglio. Dopo i primi allarmi è stata concessa qualche altra somma, ma insufficiente ad arrivare a fine anno. Le pompe di benzina all'interno delle stazioni di Polizia hanno i serbatoi completamente a secco; le pompe della Q8, che hanno una convenzione per rifornire la Polizia, con pagamento posticipato, ha accumulato troppi crediti; i buoni benzina che il Ministero mette a disposizione dei Tribunali sono esauriti da un pezzo. Per le prossime 72 ore è stato disposto uno stop assoluto, poi si vedrà cosa fare, sperando che arrivino i soldi per ricominciare ad acquistare il carburante.
Ma i sindacati lamentano anche il fatto che i mezzi sono vecchi e logori: almeno una metà è fermo, dovrebbe essere riparato (ove possibile) oppure sostituito; il resto è vecchio, a volta ha anche 20 anni ed è euro zero. E chiaramente ha una affidabilità minima: se un veicolo ha 300 mila chilometri, il minimo che puoi aspettarti è che si fermi. Ma a causa della mancanza di denaro per la manutenzione, anche quelli più recenti (che hanno comunque più di 10 anni) spesso hanno le gomme lisce oppure i freni o il cambio usurato... insomma, se anche questo allarme venisse ignorato, potremmo leggere di incidenti stradali provocati da una rottura sui cellulari.

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di Antonio Rispoli
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