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Forte contestazione nei confronti di Cisl e Uil

Fischi dalla platea durante il congresso della Cgil


Fischi dalla platea durante il congresso della Cgil
05/05/2010, 17:05

ROMA - Ad aprire i lavori del XVI congresso del sindacato a Rimini è stato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. In incipit di discorso, Epifani ha invitato ancora una volta il governo ad agire con rapidità ed efficacia sul piano di riforma del lavoro; resosi ancora più fondamentale alla luce della devastante crisi economica ed occupazionale che ha colpito anche l'Italia.
Ma proprio il movimento dei lavoratori non ha atteso troppo prima di iniziare ad accogliere con un coro di assordanti fischi gli altri due sindacati presenti (Cisl e Uil) ed il ministro Maurizio Sacconi. Dalla platea, infatti, sono state poderose le contestazioni rivolte anche a Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti ed Emma Marcegaglia; tutti ritenuti responsabili diretti o indiretti della non rassicurante situazione socio-economica attuale. Umori ben diversi la folla di lavoratori li ha rivolti a Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Fausto Bertinotti ed Armando Cossutta; tutti premiati con generose ovazioni.
Probabilmente risentito  a causa dello scarso appeal riscontrato tra il pubblico, il ministro del Lavorro ha osservato:"È una strana Cgil quella che riserva una standing ovation ad un vecchio democristiano come Scalfaro e fischia i segretari generali di Cisl e Uil soprattutto".
Poi ancora: "I fischi per me erano scontati ma quelli alla Cisl e alla Uil sono più preoccupanti", .
Calmato il clamore degli oltre 1000 delegati presenti, Epifani ha continuato il suo discorso rivolgendosi soprattutto a Cisl e Uil (da anni distanti dalla linea d'azione del principale sindacato italiano) ed ha illustrato la necessità oramai improporgabile di un "piano straordinario triennale per il lavoro e l'occupazione. Una manovra di questa portata, con un terzo di nuova occupazione da creare nel Mezzogiorno e attenta al lavoro delle donne abbasserebbe la percentuale dei tassi reali di disoccupazione dal 10% del quarto trimestre del 2010 al 7,5% del quarto trimestre del 2013".  Il leader Cgil ha poi spiegato che, in termini occupazionali, la manovra suggerita garantirebbe la creazione di 150.000 nuovi posti di lavoro che, aggiunti a quelli ottenuti dalla ricoversione rivolta alla green economy (70.000), potrebbe far rifiatare quello che appare un settore sempre più devastato.
Come si legge anche sul Corriere della Sera, inoltre, Epifani ha ricordato che "Un piano di micro opere infrastrutturali creerebbe altri 150.000 posti, mentre la sospensione per tre anni del blocco del turn over produrrebbe altri 400.000 posti". In conclusione, il segretario generale, ha ringraziato Giorgio Napolitano per non aver firmato il ddl sul lavoro ma ci ha tenuto a precisare che, per la Cgil, anche la nuova disposizione di legge è da considerarsi incostituzionale.

SACCONI CONTRO EPIFANI
Per il mistro del Lavoro, però, il discorso-relazione di Epifani è stato "molto deludente" e "purtroppo conferma la linea della confederazione di isolarsi da tutte le altre parti sociali, di assumere comportamenti più simili a quelli di un partito di opposizione che non di un sindacato portato a negoziare".  Per Sacconi, in aggiunta, le richieste avanzate da Epifani "comportano uno straordinario incremento di spesa pubblica, basti pensare alla richiesta di 400.000 nuove assunzioni nella pubblica amministrazione, una sorta di via greca al socialismo che ci porterebbe all'instabilità che già la Grecia conosce".
In ultimo il ministro ha riscontrato "l'indisponibilità nei confronti delle riforme normative purtoppo conferma un vercchio vizio della Cgil, basti ricordare che lo statuto dei lavoratori fu bocciato dalla Cgil che non lo condivise per nulla".
Anche la leader di Confindurstria, Emma Marcegaglia, si è detta disponibile a discutere con il sindacato guidato da epifani sono "piccoli cambiamenti nel contratto di lavoro" ma di essere assolutamente contraria "ad ogni stravolgimento"; non condividendo, in ultimo, "la proposta di rimuovere il turn over nel pubblico impiego".  A margine del mega-congresso, dunque, si è appreso che come sempre nulla cambierà e che tutto resterà in sospeso tra gli strattoni opposti (sempre di forma e mai di sostanza) delle parti in campo che giocano a farsi la guerra senza però scendere mai sul serio nel campo di battaglia. Come sempre, quindi, si proseguirà con il gioco del contrario dove c'è chi dice "a" e chi sostiene sia meglio "b" senza che però nessuno riesca a pronunciare (operare) frasi (fatti) di senso compiuto.

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di Germano Milite
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