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Passi in avanti dopo il redditometro

Fisco: stretta sule partite Iva e rating dei contribuenti

Azione che punta ad un controllo per evitare le frodi

Fisco: stretta sule partite Iva e rating dei contribuenti
16/01/2013, 21:51

ROMA - Un rating di fedeltà per i contribuenti, ossia una sorta di pagella con un punteggio di rischio sul comportamento fiscale, e una stretta sulla verifica delle partite Iva. Sono alcuni dei prossimi passi che il Fisco potrebbe compiere, dopo il redditometro. E’ quanto emerge dal rapporto conclusivo della commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria che ha condotto un'indagine sulle banche dati fiscali, presentata oggi nella sede della Guardia di finanza di Roma.  “E' in corso di realizzazione - si legge nel rapporto della Commissione, che ha concluso la sua indagine dopo quattro anni di attività anche un progetto che ha l'obiettivo di individuare ed assegnare un punteggio di rischio per ogni contribuente, così da rafforzare gli attuali strumenti di analisi e di selezione dei contribuenti sulla base di specifici parametri (area geografica, anno d'imposta, perdite nel triennio) e fornire a ogni parametro un punteggio di rischio di evasione. Si tratta di un salto di qualità nell'attività di analisi e selezione dei contribuenti che si concretizza nell'applicazione di un “risk score” generalizzato per ogni contribuente, sia esso persona fisica o persona non fisica, per avere una visione globale che consenta di focalizzare l'attenzione su tutte le manifestazioni a rilevanza fiscale”. La Commissione ritiene che il contrasto all'evasione e all'elusione fiscale “richiede la massima circolarità delle informazioni fra i diversi enti che a vario titolo intervengono nei processi correlati” e in tal senso, auspica “un intervento normativo, non necessariamente da attuare con norme di rango primario, che definisca una volta per tutte criteri omogenei che regolino l'immissione dei dati e ai quali dovrebbero attenersi tutti gli enti sia nella progettazione delle banche dati, sia nella loro gestione”. Un analogo intervento normativo, si legge nel rapporto, “potrebbe essere necessario anche per facilitare la verifica delle partite Iva e ridurre le frodi in questo ambito. Si dovrebbe cioè consentire all'Agenzia delle entrate, analogamente a quanto reso possibile per la verifica del codice fiscale di rendere disponibile con un servizio a libero accesso la verifica delle partite Iva, fornendo un riscontro sullo stato di attività e sui dati identificativi del soggetto titolare”. 

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di Valerio Esca
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