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In vigore dal 1° gennaio 2013

Fisco: tutto pronto per il nuovo redditometro

Befera: "dobbiamo presentarlo alle associazioni"

Fisco: tutto pronto per il nuovo redditometro
16/10/2012, 11:37

ROMA - Il redditometro, il nuovo  strumento di accertamento sintetico del reddito  del  fisco italiano,  sarà pronto entro la fine di ottobre ed entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013. A confermarlo il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,  che a margine di un convegno alla Luiss,   ha  comunicato  ai giornalisti :  "Lo stiamo esaminando, ora dobbiamo presentarlo alle associazioni".

Attraverso il redditometro, l'Agenzia delle Entrate prenderà  come riferimento il possesso o la disponibilità di taluni beni che sono sintomo (indicatori) di capacità contributiva e associa agli stessi un certo reddito, utilizzando appositi coefficienti e dati tratti da un Decreto ministeriale del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Così facendo, individuerà  una sorta di reddito "congruo" in relazione al mantenimento di ogni bene. I singoli redditi associati ai beni vengono cumulati, con opportune aggiustamenti di decurtazione, dando vita al reddito sintetico complessivamente accertato in capo al contribuente.

Il redditometro "non misura la ricchezza ma misura le spese; il confronto è tra il reddito dichiarato e le spese, non con la ricchezza né con la ricchezza superflua". "Non ci sono parametri diversi a seconda delle voci, la barca non pesa più del camper", ha aggiunto Befera,  confermando che più o meno si fonderà su un centinaio di voci di spesa.

 "La rieducazione alla legalità fiscale è oggi indifferibile". Befera ha sottolineato  che questo vale "anche per i nostri uffici dove va evitato l'abuso dell'abuso di diritto". L'elusione e l'abuso minano quel rapporto di necessaria lealtà tra cittadini e Stato".

 Un sistema fiscale "con un numero eccessivo di adempimenti, sul quale stiamo lavorando, con un sistema sanzionatorio poco credibile ed estremamente punitivo, con un'opinione pubblica contraria all'operato dell'amministrazione" rischia di "disincentivare gli investimenti da parte delle imprese che spostano le loro scelte verso Paesi che assicurano stabilità e certezza" del sistema fiscale.

Il direttore delle Entrate ha giudicato  dunque "con estremo favore la delega fiscale che non fa una rivoluzione ma si fonda su tre punti essenziali: certezza, stabilità e semplificazione".

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di Rosario Scavetta
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