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Denunciati quattro titolari di oleifici

Fiumi inquinati, blitz della Capitaneria nei frantoi del Cilento


Fiumi inquinati, blitz della Capitaneria nei frantoi del Cilento
07/12/2009, 10:12


ROFRANO - Acque reflue nei fiumi del Cilento, scatta il blitz della Capitaneria di porto. Nel mirino della Procura di Vallo della Lucania, che coordina le indagini, i titolari di quattro frantoi nei comuni di Rofrano, Torre Orsaia, Villammare e Laurito. Il Mingardo e il Bussento, due fiumi in agonia, avvelenati dagli scarichi di alcuni opifici e trasformati in fogne a cielo aperto che inquinano la costa del basso Cilento e intorbidano il mare cristallino di Palinuro e del golfo di Policastro. Due corsi d’acqua che dalle alture del Cilento costituiscono una miscela micidiale, un pericolo per la salute e per l’economia del comprensorio. Lo hanno scoperto gli uomini dalla Capitaneria di Porto del circondario Marittimo di Palinuro agli ordini del tenente di vascello Santo Altavilla e coordinati dal maresciallo Antonio De Santis, che a bordo di barche e fuoristrada hanno ispezionato le rive dei due fiumi a caccia dei responsabili dell’inquinamento. Il censimento degli scarichi fuorilegge ha dato già i suoi frutti: quattro le persone denunciate a piede libero per danneggiamento, distruzione delle bellezze ambientali e violazione delle norme antinquinamento. Nel mirino della Capitaneria sono finiti quattro frantoi. La normativa in materia di residui della molitura è chiara: le cosiddette "acque di vegetazione", utilizzate per la spremitura delle olive, vanno raccolte in apposite vasche e poi smaltite in impianti autorizzati. Ciò, però, non veniva fatto dagli impianti controllati, i cui responsabili avevano trovato più economico sbarazzarsi dei residui sversandoli nei campi e nei fiumi.

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di Vincenzo Rubano
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