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Fondazione ANIA, la sicurezza stradale entra in classe con tutour


Fondazione ANIA, la sicurezza stradale entra in classe con tutour
07/03/2013, 10:59

«Nell’ultimo anno, a causa degli incidenti stradali, sono morti quasi mille ragazzi che avevano meno di 30 anni. Siamo convinti che parlare nelle scuole di sicurezza stradale rappresenti il miglior investimento per garantire un futuro migliore al nostro Paese».

Con queste parole il Segretario Generale della Fondazione ANIA, Umberto Guidoni, ha presentato “Tutour”, il corso di sicurezza stradale, organizzato dalla Onlus delle compagnie di assicurazione in collaborazione con Polizia Stradale e Aiscat, che coinvolgerà migliaia di studenti delle scuole superiori italiane. Concepito come un tour itinerante, l’evento partirà il 4 marzo da Roma e si concluderàa Torino il22 marzo, toccando 13 città di 12 diverse regioni italiane e coinvolgendo 16 istituti superiori. Dopo i due giorni di permanenza nella Capitale, Tutour si sposterà  il giorno 7 marzo a Caserta, per poi proseguire per Palermo, Reggio Calabria, Matera, Bari, Pescara, Montevarchi, Prato, Bologna, Padova, Milano e infine Torino

Protagonisti dell’iniziativa saranno gli studenti dell’ultimo e del penultimo anno dell’ IstitutoTecnico Industriale ”F. GIORDANI “, di via Laviano nr. 18 visto che gli incidenti stradali si confermano la prima causa di morte per i giovani. In Italia nel 2012, infatti, sono morte 972 persone sotto i 30 anni, 567 delle quali avevano un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Tutour nasce dalla consapevolezza di queste cifre, ma anche dalla volontà delle compagnie di assicurazione di avviare un importante processo formativo rivolto alla fascia dei neopatentati.

 Al mattino gli studenti della scuola selezionata troveranno ad accoglierli davanti al loro istituto il truck della Fondazione ANIA, equipaggiato con 4 simulatori di guida. Prima di cimentarsi nelle prove virtuali, gli alunni saranno coinvolti in una lezione teorica nella quale, grazie alla presenza di di personale della Polizia Stradale di Caserta, psicologi ed esperti di sicurezza stradale, l’attenzione sarà rivolta ai rischi derivanti dalla guida in stato psicofisico alterato. Con esempi concreti verrà spiegato ai giovani come l’uso e l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti contribuiscano ad avere una percezione alterata della realtà e del rischio. In aula verranno mostrati video di ricostruzioni di incidenti causati da chi stava guidando sotto l’effetto di alcol o droghe e testimonianze di vittime di incidenti stradali. Una parte importante della formazione, poi, verrà dedicata allo sviluppo di una corretta cultura assicurativa, con particolare riferimento a quelli che sono gli obblighi legali che impongono l’assicurazione per il veicolo, ma soprattutto alla sua funzione di tutela delle vittime di incidente stradale. Dalla teoria si passerà alla pratica, con gli studenti che potranno provare il simulatore di guida sicura della Fondazione ANIA. Divisi in gruppi, gli alunni seguiranno le istruzioni di un pilota professionista che consentirà loro di misurarsi nelle principali manovre di emergenza e di provare in simulazione gli effetti negativi della guida in stato psicofisico alterato. Tutti gli studenti coinvolti nell’iniziativa avranno la possibilità di accedere al percorso per neopatentati (www.neopatentati.it). Quelli che si iscriveranno e otterranno i migliori risultati, avranno la possibilità di partecipare ad un corso di guida sicura gratuito offerto dalla Fondazione ANIA. 

«Quasi mille giovani morti in un anno per incidente stradale costituiscono una tragedia inaccettabile - ha dichiarato Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA ed è ancora più atroce constatare che oltre la metà di quelli che muoiono sulle strade avevano tra i 18 e i 25 anni. Di fronte a queste cifre, abbiamo tutti il dovere di moltiplicare i nostri sforzi: istituzioni, educatori, famiglie e cittadini, debbono intervenire per fermare questa strage. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che ogni minuto speso nella formazione dei giovani, rappresenta un investimento per il futuro del nostro Paese. E’ per questo che abbiamo deciso di entrare nelle scuole, costruendo un vero e proprio modulo didattico per parlare ai ragazzi e sensibilizzarli sull’importanza del rispetto delle regole al volante. Come diciamo ormai da anni, i giovani debbono capire che la vita è una cosa meravigliosa, troppo bella ed importante per essere gettata via sulla strada».

 «Informare i giovani sui pericoli della circolazione stradale e metterli in condizione di scegliere la strada della legalità. È con questo presupposto che entriamo nelle scuole e con i loro linguaggi vogliamo coinvolgerli nella nostra mission di sicurezza. – dice Vittorio Rizzi Direttore del Servizio Polizia Stradale – L’incidente stradale è la prima causa di morte tra i giovani spesso dovuta allo sballo per alcool e droga. L’attenzione deve rimanere alta in vista anche del traguardo lanciato dall’Europa di dimezzare il numero dei decessi entro il 2020. Da anni con la Fondazione ANIA lavoriamo in questa direzione , per quello che non è solo un obiettivo sociale ma un puro dovere morale».

 

 «Dobbiamo avere sempre presente cosa c’è dietro a queste statistiche – afferma Massimo Schintu, Direttore Generale dell’Aiscat – giovani e realtà familiari duramente colpite nei loro affetti. E’ La loro tutela, come quella degli altri utenti delle autostrade, che guida l’attività di noi operatori. Un impegno costante che ci ha portato in questi ultimi dieci anni ad avere un trend di tutti gli indicatori di sinistrosità in continuo miglioramento: -40,2% di incidenti, - 41,1% di feriti, ma soprattutto -54,9% di morti e tutto questo fa si che il settore autostradale in concessione sia l’unico sistema viario in Italia ad aver raggiunto e superato l’obiettivo europeo di dimezzamento delle vittime negli  ultimi dieci anni. Risultati che ci inorgogliscono e che ci danno lo spunto e le motivazioni per proseguire nell’azione di contrasto all’incidentalità».

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di Redazione
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