Cronaca / Giudiziaria

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"Operazione Unipol ideata e proposta da Mediobanca"

Fonsai: presunti accordi con Nagel svelati da Ligresti


Fonsai: presunti accordi con Nagel svelati da Ligresti
24/07/2012, 18:01

MILANO - Un accordo o un ricatto, a seconda dei punti di vista. A svelare il presunto patto tra Mediobanca e Salvatore Ligresti per cedere il controllo a Unipol è stato, secondo quanto risulta da fonti vicine all’agenzia Adnkronos, Paolo Ligresti, figlio del patron dell'omonimo gruppo assicurativo. L’intesa prevederebbe una sorta di buonuscita cash di 45 milioni di euro, pari al controvalore di circa il 30% delle quote Premafin, per Salvatore e i suoi figli. Il presunto accordo, un paio di pagine in tutto, destinerebbe all'ingegnere di Paternò un ufficio con segretaria, un autista e una cascina, con in più una sorta di liquidazione per Jonella e il mantenimento dell'attività lavorativa in Francia e in Svizzera per Giulia e Paolo. A svelare ai magistrati milanesi i dettagli e i retroscena del presunto accordo, che sarebbe stato firmato in un ufficio di Foro Bonaparte il 17 maggio scorso, sarebbe stato Paolo Ligresti “scontentato” dalla presunta intesa con Piazzetta Cuccia. Il 6 luglio scorso Paolo Ligresti scriveva, in una missiva inviata ai vertici di Premafin, a Consob e Isvap, “l'operazione Ugf, come è ormai evidente e tutti, è stata ideata, strutturata, proposta e, per quanto riguarda Premafin, imposta di fatto da Mediobanca e da Unicredit, principali istituti creditori della stessa Premafin e del gruppo Fonsai”. Il faro della Procura di Milano, giù acceso sui due trust off-shore riconducibili secondo l'accusa a Salvatore Ligresti e sul fallimento delle holding Sinergia e Imco, nelle ultime settimane punta dritto sull'operazione con Unipol. Le indagini, attraverso dichiarazioni e intercettazioni, arrivano a ricostruire e sequestrare la lettera sul presunto accordo tra Salvatore Ligresti e l'ad di Mediobanca, Alberto Nagel, che sarebbe stato firmato alla presenza di Cristina Rossello, segretaria del patto di sindacato di Mediobanca, e Jonella Ligresti, figlia di Salvatore e vice presidente di Fonsai. Ed è proprio sulla lettera, sequestrata nella cassaforte dell'ufficio di Cristina Rossello, presunta “fiduciaria” dell'intesa, che ora gli inquirenti si stanno concentrando. L’accordo non reca in calce le firme dell'ingegnere di Paternò e di Nagel, eppure Salvatore Ligresti avrebbe assicurato ai magistrati di aver firmato il documento. Un’ammissione resa nell'interrogatorio di giovedì scorso, avvenuto alla presenza del suo avvocato di fiducia Gian Luigi Tizzoni. Firme di cui si farebbe cenno anche in un’intercettazione. Il pm Luigi Orsi, dopo la deposizione di Jonella Ligresti avvenuta nei giorni scorsi, oggi ha ascoltato come testimone l’avvocato Rossello e non è escluso che prossimamente possa ascoltare anche il banchiere Nagel. Al momento, secondo quanto emerge, solo Salvatore Ligresti risulta indagato per l'articolo 2638 del codice civile, relativo all’ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.

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di Valerio Esca
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