Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Forno crematorio, Don Patriciello si oppone


Forno crematorio, Don Patriciello si oppone
10/03/2014, 14:04

CAIVANO (NA) -

In base all’ ultimo rapporto del Ministero della Salute sono più di 6 milioni gli italiani che vivono esposti a tumori ed altre malattie causate dalle condizioni ambientali nella zona a nord della provinciadi Napoli. Nella cosidetta Terra dei Fuochi, che oltre all’ hinterland napoletano comprende anche il basso casertano, queste condizioni ambientali sono rappresentate dagli sversamenti abusivi di rifiuti urbani e dai roghi tossici generati a loro volta da questi sversamenti. Anche se c’è chi nega un nesso tra l’ avvelenamento dell’ aria ed il numero di persone malate di cancro, dato che non esiste ancora una verità ritenuta da tutti assoluta sulla questione, i giovani di questa area continuano a morire. A Caivano si piange la scomparsa di un altro ragazzo, Giuseppe Patriciello, 19 anni da compiere il prossimo 15 marzo. 8 mesi di lotta, solo 8 mesi, poi il male ha portato via il ragazzo che ha combattuto fino all’ ultimo per restare ancora tra i suoi cari. Sulla scomparsa di Giuseppe è intervenuto Padre Maurizio Patriciello, il sacedorte di Frattaminore, comune a nord di Napoli, che da anni combatte contro chi gestisce il traffico legato allo sversamento illecito dei rifiuti. Il parroco, che lavora sul territorio di Caivano, è stato protagonista di un botta e risposta con le istituzioni politiche locali sull’ opportunità o meno di realizzare un forno crematorio all’ interno del cimitero consortile di Frattaminore-Frattamaggiore-Grumo Nevano. “Inanzittutto partiamo da un confronto pubblico e democratico con tutti i cittadini dell’ area interessata – ha dichiarato in una lettera aperta Don Patriciello – poiché i residenti della zona non credono più a ciò che i politici propongono. Comportamento logico – ha aggiunto il parroco – dopo le tante menzogne che la politica ha propinato alla gente sul tema ambientale. Vedi il termovalorizzatore di Acerra o la discarica di Chiaiano. Occore poi studiare la proposta delle istituzioni anche da diversi punti di vista. Ad esempio tener presente l’ impatto psicologico che un forno crematorio avrebbe sulla gente. Non dimentichiamo che la polvere fuoriuscita dal forno crematorio sono le ceneri dei nostri cari. Una polvere che si andrebbe a depositare sui balconi o sui davanzali delle finestre delle civili abitazioni. Una storia che – conclude Don Patriciello – potrebbe avere conseguenze negative su persone più suscettibili. Un aspetto non secondario”.

Commenta Stampa
di Giovanni Concas
Riproduzione riservata ©