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Spunta l'ipotesi della messa in scena per appianare i debiti

Forse Jako non è morto


Forse Jako non è morto
10/07/2009, 11:07

La sua pagina fan su facebook ha in brevissimo tempo (al ritmo di 20 nuovi iscritti al secondo) superato i sette milioni di iscritti. Considerando che, prima che morisse, Jako su fb aveva "solo" ottantamila sosteniori, viene automatico pensare alla sua morte come ad una paradossale rinascita (almeno dal punto di vista della fama riacquisita). Ovviamente a ruba anche i suoi dischi, i videoclip e tutto ciò che potesse anche solo lontanamente ricordare l'ennesima super-star globale scomparsa dal mondo dei mortali per assurgere a quello para-divino dei vari Jim Morrison ed Elvis Presley.
E proprio seguendo quella sorta di tradizione negazionista post-mortem delle due star succitate, spunta anche per Michael l'ipotesi "still alive". Il re del pop, secondo molti complottisti irriducibili e diversi suoi fan sfegatati, sarebbe infatti ancora vivo e vegeto, nascosto su qualche isola deserta per godersi il resto della vita lontano dalle luci dei flash e, soprattutto, dai creditori inferociti.
Ad una prima lettura, l'ipotesi, sembra molto più suggestiva che realistica ma, ad avvalorarla, ci sono diversi punti poco chiari riguardo la scomparsa del cantante. In primis il cadavere; mai fatto vedere dopo il ricovero in ospetale e la successiva, "presunta" morte. Poi le notizie molto poco chiare riguardo il luogo della sepoltura, i funerali privati e, in ultimo ma non per importanza, l'enorme carico di debiti (tra i 300 e i 400 milioni di dollari) che avrebbe giustificato una simile operazione. I conti, in effetti, potrebbero tornare: notizie lanciate periodicamente riguardo le precarie condizioni di salute del cantante, l'annuncio del malore e la conseguente morte, i risultati dell'autopsia ancora poco chiari e un certificato di morte pubblicato on-line come prova che, secondo sedicenti esperti, sarebbe fasullo.
A questi tasselli poco limpidi si aggiungerebbero poi, come già detto, i depistaggi continui riguardo il luogo della sepoltura e la totale assenza di immagini e foto del cadavere. Ci sono poi le cifre delle vendite post morte che parlano chiaro e portano i più maliziosi a pensare che, sul serio, quella di Jako sia stata una perfetta finta morte; un'operazione di salvataggio finanziario archittetata bene ma non in maniera perfetta. Se i complottisti hanno ragione o no, quasi sicuramente, noi non lo sapremo mai ma, di sicuro, chi vuol bene al buon vecchio Mj, non può che augurarsi con tutto il cuore che, la dietrologia, questa volta, abbia ragione. Dopo tutto quello che ha subito il re del pop, in effetti, immaginarlo finalmente in "vacanza" a sorseggiare latte di cocco su un'isola esotica, può essere l'unica anoressica consolazione per chi lo ha amato e continuerà ad amarlo per sempre.

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di Germano Milite
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