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Frana Ischia, "subito polizza assicurativa contro calamità"


Frana Ischia, 'subito polizza assicurativa contro calamità'
11/11/2009, 16:11


ISCHIA - "Continuo monitoraggio del territorio, istituzione di un ufficio di "Risk Manager" e coperture assicurative a salvaguardia dei nostri territori per fronteggiare l'elevato rischio idrogeologico cui è sottoposto soprattutto la Provincia di Napoli". E' quanto chiede Antonio Coviello, docente di Marketing assicurativo alla II Università di Napoli ed unico esperto in materia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irat di Napoli), appellandosi al Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, "affinchè affronti la questione in maniera seria e definitiva".
"Dopo aver pianto le innocenti vittime ed in attesa della conta dei danni di questa ennesima tragedia annunciata, non appare più procastinabile l'idea di ricercare tutte le soluzioni possibili per ovviare all'annoso problema. Dal punto di vista economico, la stipula di polizze assicurative contro le calamità naturali appaiono la soluzione migliore in un territorio che storicamente è ad alto rischio idrogeologico, così come anche richiesto dal presidente dei geologi italiani, Pietro Antonio De Paola", ha precisato Coviello, "unitamente alla istituzione di un Ufficio di Risk Manager locale che valuti e ricerchi soluzioni adeguate atte a fronteggiare ogni tipo di rischio in materia, così come già avviene in altri Paesi industrializzati sottoposti a tali calamità naturali". “Un’adeguata copertura assicurativa”, spiega Coviello, “consentirebbe di far coprire i danni ai beni privati e pubblici dalle compagnie del settore, lasciando all'intervento dello Stato solo le spese di primo soccorso e di ripristino delle opere e delle infrastrutture pubbliche”. Così come già avviene nei ventuno paesi che hanno già previsto un sistema pubblico o parzialmente privatizzato di assicurazione contro le calamità naturali: tra questi, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Francia, Germania, Giappone, Spagna, Messico, Turchia e Romania. “Si potrebbero così ipotizzare quattro livelli di intervento: franchigia a carico dell'assicurato, intervento dell'assicuratore diretto, intervento del riassicuratore privato e, solo in ultima istanza, intervento dello Stato”, conclude l'esperto del Cnr. Secondo le stime del Centro Studi AssicuraEconomia.it negli ultimi cinque anni, i danni materiali provocati in Italia da calamità naturali, ammontano a circa 32 miliardi di euro. Nel complesso, i danni ad abitazioni sono circa il 30% del totale una media che va dal 56% in caso di eventi sismici al 6,5% per alluvioni e frane. Nel solo decennio 1994-2004, per tamponare i danni di alluvioni, terremoti e frane più gravi, lo Stato si è esposto per 20.946 milioni di euro, circa due miliardi all’anno, cui va aggiunto un altro miliardo e mezzo complessivo di interventi ‘minori’.

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di Redazione
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