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L'artista spiega di non riuscire a vivere con i soldi Siae

Franco Califano povero, invoca la Legge Bacchielli


Franco Califano povero, invoca la Legge Bacchielli
08/11/2010, 15:11

ROMA – Il leone non ruggisce più. O meglio, gli echi del vecchio latin lover che tanto faceva impazzire le donne a cavallo degli anni ’60 ci sono ancora, ma la sua inconfondibile risata malandrina s’è fatta più amara, ed il piglio sicuro non è quello di una volta. Franco Califano è stanco, ed anche un po’ malandato. Ormai alle soglie della pensione artistica invoca la Legge Bacchielli, il provvedimento riservato ad attori e cantanti che, per motivi diversi, non possono garantirsi una vecchiaia dignitosa. Lui dice di essere uno di questi, nonostante per almeno un paio d’anni ancora calcherà le scene, nonostante i circa diecimila euro ogni sei mesi che prende per i diritti d’autore delle sue opere dalla Siae (e che farebbero impallidire molti lavoratori italiani). Eppure, a quanto pare, al Califfo nazionale non bastano. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera spiega di vivere in affitto ed ammette di aver commesso molti errori nel passato. Anni belli, racconta, anni fatti di luci della ribalta, serate mondane e donne, senza la preoccupazione del domani. Un domani che ormai è diventato oggi, e che lo spaventa: “Non sono più autosufficente . Non me ne vergogno: il 15 luglio di quest'anno sono caduto per le scale e mi sono rotto tre vertebre. L'incidente ha fatto venir meno la mia unica consistente fonte di reddito, le serate. E mi ha messo in ginocchio".
Califano è senza dubbio uno degli artisti più noti d’Italia, interprete di canzoni come “Minuetto”, “Tutto il resto è noia” e molti altri. Dalla sua parte si è già schierato il senatore del Pdl Domenico Gramazio, che ha assicurato che presenterà l’appello per dargli una mano al ministro Bondi.

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di Ornella d'Anna
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