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Freebacoli: " il comune Scarica le Fogne nel Lago Fusaro: Interviene la Guardia Forestale"


Freebacoli: ' il comune Scarica le Fogne nel Lago Fusaro: Interviene la Guardia Forestale'
06/06/2011, 12:06

Il lago Fusaro è una pattumiera a cielo aperto: da una conduttura comunale fuoriesce da giorni liquido fognario tra lo stupore di residenti e forze armate.

Carabinieri, Polizia municipale e Guardia Forestale sono giunti stamattina presso lo sponde del lago Fusaro, in via Cuma, accertando l’inqualificabile stato di degrado e d’inquinamento determinato dalla visibile presenza sullo specchio d’acqua lacuale di un inestimabile quantità di scarico fognario.

Una patina bianca e spumeggiante, larga più di due metri ed estesa per più di un trentina, da giorni presente lungo la sponda più trafficata del bacino lacustre flegreo, quella su cui insistono le abbandonate Grotte dell’Acqua. Il Complesso termale d’epoca romana, da decenni imbarbarito e lasciato marcire nell’oblio, era stamane macchiato in più punti da schiuma giallastra proveniente dalla limitrofa conduttura del “troppo pieno”, incoscientemente posizionata dal comune di Bacoli proprio all’interno del lago, determinando ad ogni sempre più periodica rottura del sistema fognario cittadino, il versamento di melma tra le acque del più esteso specchio lacuale di tutta l’area flegrea.

Sul posto, a seguito di pressanti sollecitazioni di cittadini esasperati dal tanfo emanato dalla spessa patina di liquame, sono giunti in tarda mattinata sia i tecnici della macchina comunale che una pattuglia della Guardia Forestale proveniente direttamente da Pozzuoli.

Dal municipio, accompagnato da una pattuglia di vigili urbani, è giunto anche Luigi Della Ragione, responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale e delegato alla cura ed al monitoraggio del martoriato sistema fognario comunale.

Subito dopo si sono catapultati sulla rive del Fusaro anche le forze armate della Guardia Forestale che, guidate dal comandante Fasano, stanno da anni monitorando la situazione in cui versa il lago denunciandone alle autorità competenti lo stato di degrado. Un’intensa attività investigative, ricca di risultati, a cui da oggi pomeriggio si è aggiunto un ulteriore verbale di servizio redatto dai rappresentanti della Forestale e controfirmato da cittadini residenti, pronti a testimoniare lo stato di barbarie in cui è costretto a marcire il lago.

Imbarazzante però rilevare un dato oramai considerabile al pari di un’indissolubile certezza: ad uccidere quotidianamente la laguna salmastra di periferia non sono scarichi abusivi di privati ed incauti cittadini. Il vero e proprio mandante dell’omicidio ambientale è nient’altro che il Comune di Bacoli. Dalla voluminosa conduttura color nero non è fuoriuscito, tra l’altro a ripetizione, liquame d’indefinibile natura e provenienza, bensì liquido fognario non opportunamente contenuto dalle pompe di sollevamento cittadine.

Difatti quel tubo, canalizzato proprio all’interno del lago, è stato posto lì per gettare in acqua il cosiddetto “troppo pieno”: la melma che, a causa della rottura di impianti di pompaggio, anziché essere riversata in strada, si preferisce gettare all’interno del bacino lacustre più inquinato dell’area flegrea. Dove, tra l’altro, è ancora esistente una produttiva attività di mitilicoltura.

A ciò, tanto per comprendere l’entità delle assurde gestioni amministrative che si sono succedute e che si perpetuano in questo paese del ridicolo e dell’assurdo, vi è d’aggiungere un’ulteriore considerazione: gli impianti di pompaggio, fatiscenti e troppo spesso guasti, sono posizionati in luoghi non certo adeguati e rispettosi del vivere civile.

Il sopracitato impianto di via Cuma, che determina l’immissione in lago di acque nere, ad esempio, giace dinanzi alla scuola media Plinio il Vecchio.

Struttura presso la quale capita, addirittura, che gli alunni debbano spostarsi da un’aula all’altra per non percepire il tanfo fastidioso profuso a causa del cattivo funzionamento delle pompe (la cui funzione, purtroppo non espletata al meglio, sarebbe quella di spingere le acque reflue verso il depuratore regionale di Cuma-Licola).

Un vero e proprio monumento della vergogna a cui, in maniera scriteriata, se ne affianca un altro posto sempre presso la martoriata frazione di Cuma: a due passi da una scuola materna.

Evidenze chiare e sin troppo acclarate che, carte alla mano, inducono ad unica e semplice riflessione: il primo abusivo esistente sulle sponde del lago Fusaro è proprio il Comune di Bacoli. A lui, di riflesso, si accodano altri piccoli privati coccolati che fanno nient’altro che emulare le gesta del “pater familias”.

Infine, onde completare l’analisi della problematica, è giusto mostrare le modalità con cui, enti diversi, si interfacciano al cospetto di scelleratezze e disastri ambientali:

Per l’inquinamento del lago Fusaro, determinato dal Comune di Bacoli, la magistratura ha già emesso diversi avvisi di garanzia in relazione all'avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura della Repubblica per il procedimento relativo al grave deterioramento dell'ecosistema del Lago Fusaro e delle aree circostanti, inserite nel parco naturale ed archeologico dei Campi Flegrei. Tra gli accusati vi sono due responsabili dell’Ufficio Tecnico di Bacoli per cui, da pochi giorni, i cittadini locali si sono accollati le spese delle avvocature (Clicca Qui).

Per l’irresponsabile scelta di posizionare pompe di sollevamento a due passi da plessi scolastici, invece, l’attuale amministrazione ha ben pensato di superarsi, gratificando addirittura i mandanti di tali scempi. Ai due monumenti della vergogna sopradescritti dovrebbe, di qui a breve, aggiungersene un altro modellato dalla stessa mano e pensato dalla medesima mente (Clicca Qui).

Chi non ha peccato, egregi cittadini, scagli la prima pietra. Chi ne ha, con egual numero di sassi e comodamente seduto negli interni di una villa pubblica, si adoperi per innalzare un monumento.

A cura della Redazione Freebacoli.

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