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Frequenzopoli, dibattito in comune sui possibili scenari


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Frequenzopoli, dibattito in comune sui possibili scenari
10/10/2009, 11:10

Si è riunita la Commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Carlo Migliaccio, per discutere, alla presenza dell’Assessore al ramo Rino Nasti, dei rappresentanti degli uffici competenti, dell’Asl Napoli 1, della Provincia e dell’Arpac, del grave inquinamento elettromagnetico che interessa la Collina dei Camaldoli e le zone limitrofe.

Il Presidente Migliaccio ha chiarito che in questa zona sono presenti 67 antenne di emittenti radiotelevisive, che non hanno alcun tipo di autorizzazione e che non rispettano, i limiti di emissione di onde elettromagnetiche consentiti. In merito all’idea di un piano di delocalizzazione degli impianti di emissione, il Presidente ha chiesto l’interlocuzione dell’Assessore Nasti con la Rai, per la possibilità di ospitare queste emittenti, dopo aver accertato la loro legittimità. L’avvocato Lucio Varriale, consulente legale per la difesa del consumatore, parla infatti, di frequenze illegittime, che hanno ottenuto regolamentazioni false per operare nel settore.
A rappresentare le difficoltà ambientali e le ripercussioni sulla salute da parte delle suore di S. Brigida dell’Eremo sui Camaldoli, che ospitano un certo numero di emittenti, è stato il dott.re Francesco Romano, che ha rilevato come l’Ordine alla scadenza dei contratti di quest’ultime, non concedono loro il rinnovo.
A sottolineare la gravità del problema, è stato l’Arpac che ha parlato di foreste di antenne”, ribadendo che la sua competenza è limitata all’analisi dell’inquinamento elettromagnetico e che, quindi, senza prima un censimento delle antenne, che proseguirà con un disboscamento di quelle illegittime, non si possono avviare delle indagini tecniche, cosiddette a banda stretta, su ciascuna emittente, frequenza per frequenza, al fine di verificarne il rispetto dei limiti di potenza.
I rappresentanti del Dipartimento Territorio e Ambiente hanno auspicato un’azione rapida, in tempi certi e un coordinamento sinergico delle singole competenze, coadiuvate dalla Regione.
A focalizzare l’attenzione sulla misurazione puntuale della quantità di onde elettromagnetiche di tutte le emittenti, presenti sul territorio sono stati i membri del dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli 1.
Il consigliere Antonio Borriello ha evidenziato che il problema non si può circoscrivere alla città di Napoli e che quindi anche i comuni limitrofi potrebbero entrare a far parte del piano di delocalizzazione delle emittenti. A testimoniare l’intervento immediato in materia, da parte dell’Assessore alla Legalità Scotti, attraverso il sequestro di 6 emittenti radiotelevisive, è stato il consigliere dell’VIII Municipalità, Salvatore Passaro.
L’Assessore Nasti, concludendo i lavori, ha evinto come il percorso volto alla risoluzione del problema dell’inquinamento elettromagnetico sia ben avviato e che il piano di delocalizzazione delle emittenti è quanto mai facilitato in questo momento dal passaggio della Campania al digitale terrestre, che permetterà lo sfoltimento delle emittenti stesse.  

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di Davide Schiavon
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