Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Frode Fiscale, denunciati due imprenditori nel salernitano


Frode Fiscale, denunciati due imprenditori nel salernitano
05/11/2009, 09:11


SALERNO - E’ durata oltre 6 mesi la vasta indagine che ha portato gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Salerno a scoprire una maxi frode fiscale perpetrata negli anni dal 2006 al 2009 da alcune società operanti nell’agro nocerino-sarnese nel settore della commercializzazione del cosiddetti “pallets”. Si è trattato di un lavoro di paziente ricostruzione che ha consentito agli investigatori di recuperare oltre 13 milioni di euro di I.V.A. non versata nelle casse dell’Erario, di sottoporre a tassazione oltre 40 milioni di euro di ricavi conseguiti “a nero”, 32 dei quali coperti con l’emissione di fatture soggettivamente false e di denunciare all’Autorità Giudiziaria due responsabili per i reati di frode fiscale, omessa dichiarazione dei redditi ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Gli stessi soggetti, inoltre, sono stati segnalati per aver effettuato oltre 200 trasferimenti di denaro contante in violazione alla normativa antiriciclaggio, per un totale di circa 5,5 milioni di euro. Le indagini sono state avviate in seguito ad una mirata attività di analisi del crescente fenomeno di illecita commercializzazione di bancali in legno (i c.d. “pallets”) utilizzati per il trasporto e lo spostamento su carrelli elevatori delle merci dall’azienda produttrice ai magazzini di stoccaggio fino ai grandi centri di distribuzione. L’attività delle Fiamme Gialle ha consentito, in particolare, di ricostruire la filiera di approvvigionamento e commercializzazione dei “pallets”, portando alla luce l’esistenza di un fiorente “mercato nero” degli imballaggi in legno, nei pressi delle zone industriali e dei caselli autostradali, spesso reclamizzato mediante l’apposizione in corrispondenza dei più trafficati svincoli di rudimentali insegne pubblicitarie. Società, quelle sottoposte a verifica, che secondo la ricostruzione dei fatti operata dai finanzieri acquistavano, presso centri di raccolta occasionali, “pallets” di dubbia provenienza ceduti da compiacenti trasportatori. Tali acquisti, effettuati totalmente in nero, venivano successivamente “regolarizzati” mediante l’interposizione fittizia di società o ditte “cartiere” (ossia soggetti totalmente sconosciuti al fisco) costituite col solo scopo di emettere fatture false che attestassero la vendita – in realtà mai avvenuta – dei pallets e consentire agli imprenditori resisi responsabili della frode fiscale di scaricare i costi sostenuti. Il sofisticato sistema di evasione escogitato, che prevedeva per le società “cartiere” il ruolo di vero e proprio schermo protettivo in caso di eventuali iniziative di controllo da parte della Guardia di Finanza, consentiva agli imprenditori denunciati, oltre all’ingentissimo risparmio d’imposta, di piazzare i bancali in legno ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, generando un’alterazione delle dinamiche di mercato.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©