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Continuano gli attacchi contro l'ex PM

Fucilate Antonio Di Pietro!


Fucilate Antonio Di Pietro!
07/06/2010, 17:06

Negli ultimi tempi sono aumentati i rumors contro Antonio Di Pietro. Domenica e lunedì il Corriere della Sera ha addirittura dedicato due articoli in due giorni consecutivi sui "silenzi e le ambiguità dell'onorevole DI Pietro", come dice Marco Imarisio, il giornalista che se ne è occupato. Per carità, non c'è nessuna novità, sono le stesse cose di cui viene accusato da 15 anni e che si sono rivelate un sacco di cretinate. Basta leggere l'articolo di Imarisio, per avere l'elenco. Sono tutte cose a cui Di Pietro ha risposto decine di volte, cosa che ha fatto anche questa volta: Una e-mail accompagna da una valanga di documenti (si vede che è un ex magistrato) dove ha ribadito la sua versione dei fatti. Anche qui, non sto a fare l'elenco: chi vuole può andare su Corriere.it o sul blog del leader dell'Italia dei Valori e li vede uno per uno.
Quello che volevo esaminare invece era un altro fatto. In queste "accuse" rivolte all'ex Pm colpisce una cosa: l'assenza totale di reati. Se si escludono i casi legati alle denunce di Gorrini del 1995, tutte poi archiviate dal Gip di Brescia per insussistenza delle prove, tutte le accuse non sono mai state di aver commesso un reato. Per esempio, prendiamo la foto che lo vede con Bruno Contrada. E' una foto del 1992, quando Contrada era capo della Polizia e prima del suo arresto. Anche tralasciando il fatto che l'ex capo del Sismi venne arrestato un paio di settimane dopo e anche tralasciando che in quella occasione c'erano anche una ottantina dei Carabinieri e stavano nella mensa della Tenenza dei Carabinieri di Roma, comunque non è un reato andare a cena con chicchessia, a meno che qualcuno non trovi un legame. Idem le dichiarazioni più recenti, quelle di Angelo Zampolini, a proposito di due appartamenti che Di Pietro avrebbe affittato da Propaganda Fide, l'agenzia immobiliare del Vaticano. Anche qui Di Pietro ha dimostrato di non c'entrare nulla: in un caso, l'affitto era di una società editoriale, con cui Di Pietro ha provato a fare il giornale di partito, prima di rendersi conto che era un buco nero di soldi; nell'altro l'affitto era della segretaria dell'Italia dei Valori, che pagava 2000 euro al mese per un appartamento di 90 metri quadri. Troppo poco? Ho dato un'occhiata agli annunci immobiliari di Roma e non mi pare un prezzo di favore. Non si trattava mica di un appartamento con vista sul Colosseo....
Ma allora che succede? Il discorso è semplice: dato che in Parlamento essere inquisito, indagato, condannato o prescritto è la norma, uno come Di Pietro, che di fronte ai delinquenti prende il fucile e spara (metaforicamente) è fuori posto. Allora si cerca di infangarlo, spargendo tante false notizie o notizie vere a cui si dà un connotato di falsità o ambiguità. E quindi si dicono quetse cazzate, dando ampi spazi sui giornali di proprietà di Berlusconi o a lui legati, come Il Giornale, come Libero o come il Corriere della Sera.
A questo punto uscirà fuori l'idiota di turno che dirà: "Va bene, allora Di Pietro è un santo". No, non lo è. Tutt'altro. Sono molte le cose che non vanno nel partito. Per esempio il fatto che ci sono molti dirigenti locali di partito che si comportano da dittatorelli sul territorio, destando lo scontento degli attivisti di partito. In questo senso la responsabilità di Di Pietro sta nel fatto che concentra nelle sue mani certi poteri decisionali, come la scelta delle persone da nominare per questo o quel ruolo. O meglio, il problema non è tanto questo, quanto il fatto che Di Pietro non sa capire chi sono le persone che lo circondano e quindi sceglie le persone sbagliate. E così nel 2001 fa eleggere un solo deputato, in Parlamento, un senatore. e 24 ore dopo questo senatore entra in Forza Italia. Nel 2006 fa eleggere Sergio De Gregorio che appena eletto si accorda con Forza Italia incassando due bonifici per un totale di 500 mila euro. Quindi l'ex Pm dovrebbe capire che non è qualcosa che può fare lui. Dovrebbe creare un organo, magari elettivo all'interno del partito, che si occupa di nominare deputati e dirigenti locali. Perchè in effetti l'unica vera colpa di DI Pietro è questa: attualmente la democrazia interna al partito è abbastanza deficitaria. A febbraio aveva promesso, dopo il congresso, che le cose sarebbero cambiate, ma ciò non è stato ancora fatto. Invece dovrebbe, anche se capisco la sua mentalità ed è restìo, perchè teme di perdere il controllo dell'Idv. Ma il punto è questo: nel 2008 Italia dei valori prese il 4%; nel 2009 alle europee ha preso l'8% e alle regionali di quest'anno anche di più. Quando c'è un travaso di voti così improvviso, spesso si intrufolano persone che andrebbero decisamente sorvegliate, per evitare che facciano come le volpi chiuse nel pollaio. Per questo è importante democraticizzare il partito.
Sempre in attesa di qualcuno che faccia felice Berlusconi portandogli una prova di una qualche nequizia commessa da Di Pietro. Il quale ha anche messo da parte in buona parte l'unico reato del quale si macchiava: la tortura. Ai danni della grammatica italiana.

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di Antonio Rispoli
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