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Personalità e gente comune per l’estremo saluto al prelato

Funerali Cardinale Martini: piazza Duomo gremita di fedeli

Il sindaco ha stabilito il lutto cittadino a Milano

Funerali Cardinale Martini: piazza Duomo gremita di fedeli
03/09/2012, 18:05

MILANO- Nel Duomo di Milano si sono svolti i funerali del Cardinale Carlo Maria Martini. Migliaia di persone sono accorse per dare l’estremo saluto  all’uomo che ha saputo dialogare anche con altre religioni, e questo lo dimostra la presenza di delegazioni di credi religiosi diversi da quello cattolico cristiano come il buddismo e l'Islam ed ancora rappresentanti di cristiani ortodossi, copti, protestanti e valdesi. I fedeli che non sono riusciti ad entrare in chiesa, perché troppo piena, hanno seguito la celebrazione funebre dai maxischermi  ed ascoltato dagli altoparlanti posti sul sagrato. Tante anche le personalità che non hanno voluto mancare, in prima fila il premier Mario Monti con i ministri Lorenzo Ornaghi, Andrea Riccardi e Piero Giarda, presente anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia, Guido Podestà, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Nella cattedrale, inoltre, accanto alle persone comuni accorse ed alla sorella dell’alto prelato anche Nichi Vendola, Pier Ferdinando Casini, l'ex premier Romano Prodi e Rosi Bindi. Ec ancora Massimo Moratti, Giuseppe Guzzetti, Giovanni Bazoli, Mario Mantovani. Ai lati dell'altare si vedono le corone di fiori inviate dalla presidenza della Repubblica, della Camera e del Senato. Il Papa, anche se non presente, ha voluto dare la sua testimonianza delle virtù del Cardinale Martini attraverso un messaggio letto dal suo messo il cardinale Angelo Comastri e che recita tra le altre cose: "è stato capace di insegnare ai credenti e a coloro che sono alla ricerca della verità che l'unica Parola degna di essere ascoltata, accolta e seguita è quella di Dio, perché indica a tutti il cammino della verità e dell'amore". Benedetto XVI inoltre ha scritto: "E’ stato capace di insegnare ai credenti e a coloro che sono alla ricerca della verità che l'unica Parola degna di essere ascoltata, accolta e seguita è quella di Dio, perché indica a tutti il cammino della verità e dell'amore. Lo è stato con una grande apertura d'animo, non rifiutando mai l'incontro e il dialogo con tutti, rispondendo concretamente all'invito dell'Apostolo di essere 'pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è  in voì". Secondo il Pontefice, "lo è stato con uno spirito di carità pastorale profonda, secondo il suo motto episcopale, 'Pro veritate adversa diligere', attento a tutte le situazioni, specialmente quelle più difficili, vicino, con amore, a chi era nello smarrimento, nella povertà, nella sofferenza”. Nell’omelia funebre l’arcivescovo Scola  ha detto : “Voi siete quelli che avete perseverato con me, nelle mie prove e io preparo per voi un Regno, come il Padre l’ha preparato per me. La lunga vita del cardinal Martini è stata trasparente questa perseveranza anche nella prova della malattia e della morte”. Scola ha poi aggiunto “La morte del cardinale è stata personale perché destinata al suo personale modo di stare per sempre con il Signore … Quanto al testamento spirituale di Martini, è quello di diventare con lui medicanti di Cristo, dolorosamente consapevoli di portare il tesoro della nostra fede in vasi di creta. Questo è il grande lascito dell’arcivescovo Carlo Maria, davvero egli si struggeva di non perdere nessuno e nulla”.

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di Simona Buonaura
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